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Gli ultimi dipinti e le ultime sculture completati da Georg Baselitz, a cura di Richard Calvocoressi, al 555 West 24th Street; la prima mostra di Baselitz in galleria dalla sua morte, avvenuta ad aprile.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Due dipinti raffigurano scolari in fila sotto uno striscione con la scritta Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer. Era appeso all’esterno della scuola di Deutschbaselitz, dove il padre di Baselitz insegnava e la famiglia visse durante la guerra. È il ricordo più antico dell’artista e nessuno dei due dipinti è mai stato esposto.
Baselitz è morto ad aprile. Aveva concepito e progettato personalmente questa mostra, incentrata sui suoi ultimi dipinti completati. Negli altri, inclinate la testa: la coppia tracciata in sottili linee nere su fondo oro è Baselitz con la moglie Elke, a testa in giù; su ciascuna figura spicca un grumo di impasto vivace che lui definiva «un Willem de Kooning fuori posto». Sono esposti anche due bronzi monumentali, tra cui la sua ultima scultura, Strawinsky: una figura seduta alta oltre due metri, con testa e arti che cedono mentre il tronco resta eretto.
Ingresso gratuito al 555 West 24th Street, da martedì a sabato, dalle 10 alle 18. Il ricevimento inaugurale si tiene giovedì 12 novembre, dalle 18 alle 20. La mostra è aperta fino al 23 gennaio.
Meine Schule, die Jungs e Meine Schule, die Mädchen (2026)
In un dipinto ci sono i ragazzi, nell’altro le ragazze, in fila davanti allo striscione nazista che veniva appeso alla scuola del padre in occasioni come il compleanno di Hitler. Nessuno dei due è mai stato esposto.
Strawinsky (2026)
La sua ultima scultura: una figura seduta in bronzo con patina bianca, alta oltre due metri, tratta dai suoi bozzetti per The Soldier’s Tale; il tronco resta eretto, mentre testa e arti cedono.
1965 (2024)
Un secondo bronzo monumentale, dalla stessa superficie ruvida e tattile, ma scura, ispirato alla figura dello stesso Baselitz nel ritratto di gruppo di quattro amici dipinto da A. R. Penck nel 1964-65.
I dipinti dorati
Baselitz ed Elke, a testa in giù, tracciati con sottili linee nere simili a inchiostro su fondi dorati; su ciascuna figura si innesta un grumo di impasto colorato che Baselitz definiva «un Willem de Kooning fuori posto».