iGagosian · Chelsea
La prima mostra di Bea Scaccia con la galleria, nello spazio Park & 75: sette nuovi dipinti di scene notturne e sofisticate, composte da tessuti, parrucche, gioielli e altri accessori dello stile femminile, a cura di Francesco Bonami.
Nel dipinto più grande, un groviglio di stoffe e cuscini è disteso su un letto e regge un libro. Niente volto, niente pelle. Heels over Head, or Pillow Talk, un dittico di quasi tre metri, rielabora l’Olympia di Manet e le ragazze di Fragonard che leggono nei loro boudoir: al posto del corpo, la biancheria da letto.
Anche gli altri sei dipinti funzionano così. Cerchi figure e trovi parrucche, bigiotteria, cerniere, fiocchi e pelliccia sintetica, raccolti in arti simili a quelli di marionette e avvolti in calze a rete: tentano di sedersi su sedie, salire su scale o sollevare manubri, senza mai riuscirci del tutto. Scaccia mescola il gesso all’acrilico per attenuare i colori, così ogni scena sembra notturna, illuminata da lampade con frange e candele posate in equilibrio precario. Non c’è altro posto su Park Avenue dove a fare yoga siano gli accessori.
La galleria richiama le bambole di Hans Bellmer, Mike Kelley e Sarah Lucas: se sono questi i tuoi riferimenti, vieni a vederla. L’ingresso è gratuito da Park & 75, 821 Park Avenue, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 18, fino al 23 dicembre.
Heels over Head, or Pillow Talk (2026)
Il dittico di quasi tre metri in cui il nudo disteso di Olympia diventa un ammasso di stoffe e cuscini su un letto, senza volto ma ancora intento a reggere un libro.
Le figure che non riescono a sedersi
Cerca i corpi sostitutivi sospesi sopra le sedie, senza riuscire a sedersi del tutto, mentre stringono manubri e si contorcono in pose simili a quelle dello yoga.
I dipinti con le scale
Stoffe e accessori drappeggiati sulle scale, che non portano da nessuna parte e pendono come marionette.
Cerchi corpi nella pittura di figura: qui ogni figura è fatta di tessuti e accessori.