iMuseum Villa Stuck · Bogenhausen
Dipinti, fotografie e opere testuali di due artisti che si confrontano con la migrazione, la fuga e il trauma, tra cui la fuga dello stesso Khorschid dall’Iraq in quanto curdo.
Al centro della parte della mostra dedicata a Delschad Numan Khorschid c’è una matita fuori misura, avvolta in filo spinato arrugginito. Dopo il genocidio dell’Anfal, ai bambini curdi nel nord dell’Iraq fu impedito di andare a scuola; Khorschid imparò da sé a leggere e a scrivere usando mozziconi di matita e ritagli di carta trovati nella spazzatura. La prima scuola che frequentò fu una scuola di recitazione a Berlino, nel 2016.
La mostra si sviluppa in tre sale. Khorschid, oggi membro della compagnia del Residenztheater, presenta prose e poesie, molte scritte per questa mostra, insieme a dipinti, fotografie, un video e oggetti della sua infanzia. Jan-Hendrik Pelz affianca grandi dipinti, perlopiù fotorealistici, e sculture che raccontano la fuga di altre persone. Qui si legge tanto quanto si osserva.
La mostra chiude l’8 novembre. Il biglietto da 9 € (5 € ridotto, ingresso gratuito per i minori di 18 anni) dà accesso all’intero museo. Venerdì 6 novembre l’ingresso è gratuito fino alle 22:00; nel foyer sono in programma partite di backgammon, çay e laboratori per principianti.
Bleistift (Pencil)
Cerca al centro delle sale di Khorschid la matita fuori misura avvolta nel filo spinato arrugginito: lo strumento che gli fu negato da bambino in Iraq.
I testi di Khorschid
Prose e poesie sulla sua fuga dall’Iraq, durata più di due anni, la maggior parte scritte per questa mostra, accanto ai suoi dipinti, alle fotografie e agli oggetti della sua infanzia.
Sei venuto per Franz von Stuck: questa è arte contemporanea sulla fuga, sul genocidio e sul trauma.
Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. I temi sono il genocidio, la fuga e il trauma.