iBMW Museum · Am Riesenfeld / Olympiapark
Esplora l’influenza della carrozzeria e del design automobilistico italiani sul linguaggio stilistico di BMW, attraverso veicoli iconici, studi di design e una proiezione a 360 gradi.
Marcello Gandini disegnò la BMW Garmisch come un cuneo dalle linee nette e pulite, un’impostazione che influenzò le prime Serie 3 e Serie 5 degli anni Settanta. È una delle 23 auto storiche esposte, progettate per BMW da studi italiani come Bertone, Pininfarina, Frua e Italdesign.
Il percorso comincia con la moda e il design di prodotto italiani, poi sale lungo le rampe a spirale del «Bowl», la sala circolare del museo, passando accanto ad auto di serie, esemplari unici e schizzi d’archivio; intanto, una proiezione a 360 gradi dei dipinti di Giorgio de Chirico avvolge le pareti. Le auto collegate tra loro sono esposte vicine: la M1 realizzata da Italdesign si trova a pochi passi lungo la rampa dalla Nazca M12, un’idea di show car per una M1 moderna.
Steve Saxty, autore di una trilogia sulla storia del design BMW, l’ha definita la mostra più avvincente che avesse visto al Bowl, con «il giusto» numero di testi. Il suo unico consiglio: non correre oltre i pannelli introduttivi sui sette studi, perché spiegano chi ha fatto cosa. L’ingresso è incluso nel biglietto del BMW Museum, fino alla fine del 2026.
La BMW Garmisch
Cercate il concept a forma di cuneo di Gandini, dalle linee geometriche nette: l’auto che influenzò le prime Serie 3 e Serie 5.
La «Glaserati»
La BMW 3000 V8, affettuosamente soprannominata «Glaserati», apre una fila di tre auto legate all’acquisizione della casa automobilistica Glas da parte di BMW.
Tre interpretazioni della M1
Salendo la rampa, dalla M1 realizzata da Italdesign si arriva alla Nazca M12, il primo progetto di Fabrizio Giugiaro; nelle vicinanze si trova anche la M1 Hommage del 2008, con i suoi fari sottilissimi.
La piattaforma degli esemplari unici
Auto uniche commissionate o proposte dagli studi italiani, tra cui la BMW 2800 GTS Frua e la Pininfarina Gran Lusso Coupé.
La proiezione di de Chirico
I dipinti di Giorgio de Chirico sono proiettati a 360 gradi sulle pareti del Bowl; il pittore italiano apprese parte del suo mestiere a Monaco.