iPAC Padiglione d'Arte Contemporanea · Porta Venezia / Palestro
Progetto di antropologia visiva sui percorsi migratori delle donne subsahariane in Nord Africa e sulla violenza dell’immobilità forzata. Ingresso gratuito.
In quest’opera nessuna mostra il proprio volto. Le donne incontrate da Francesco Clerici e Khaoula Matri lungo le rotte migratorie in Tunisia restano fuori campo, per la loro sicurezza. Al loro posto ci sono paesaggi, oggetti, gesti quotidiani e luoghi di passaggio; a raccontare sono le voci registrate delle donne.
Il titolo significa «la donna che cammina»: una persona che continua a camminare senza arrivare davvero da nessuna parte. Matri, antropologa a Sousse, definisce questa condizione «en suspens»; attorno a essa è costruita l’opera, attraverso fotografie, video, registrazioni sonore e testimonianze. Non c’è né partenza né arrivo: solo attese, viaggi interrotti e sparizioni.
Venite pronti ad ascoltare più che a guardare. L’ingresso è gratuito; la mostra chiude il 25 ottobre e il giovedì il PAC è aperto fino alle 22:30. Nello stesso edificio e nelle stesse date si tiene RI-SCATTI, una mostra di fotografie realizzate da donne migranti e rifugiate.
Cercate ritratti o una storia che si concluda: non vengono mostrati volti e non si racconta alcun arrivo.