iPAC Padiglione d'Arte Contemporanea · Porta Venezia / Palestro
La prima retrospettiva in Italia dedicata a Sheila Hicks: oltre 200 opere tessili che esplorano identità, femminismo e colore, a cura di Diego Sileo.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Nel 1977 Sheila Hicks appese strisce strappate, annodate e cucite, ricavate da uniformi ospedaliere da infermiera riciclate e nei colori giallo, rosa, viola e beige. L’opera suscitò polemiche alla Biennale internazionale del tappeto di Losanna. Quel lavoro, Wow Bush/Turmoil in Full Bloom, appartiene al Philadelphia Museum of Art ed è una delle oltre 200 opere provenienti da collezioni internazionali esposte qui.
È la prima retrospettiva in Italia dedicata a Hicks, con opere che spaziano da lavori intimi a grandi installazioni nel padiglione modernista di Ignazio Gardella. Secondo il museo, Hicks usa il filo per raccontare storie di emarginazione, identità e femminismo. Annoda intenzionalmente il filo dagli anni Cinquanta: una pratica più tenace dei nodi che si formano negli auricolari tra Palestro e Duomo sulla M1.
In parallelo, una piccola mostra nella Project Room racconta il suo incontro del 1960 con il pittore Piero Dorazio. Aperto da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 19:30; il giovedì fino alle 22:30. Chiuso il lunedì; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Il museo non ha ancora indicato il prezzo del biglietto.
La prima retrospettiva italiana dedicata a Sheila Hicks: oltre 200 opere tessili dedicate all’identità, al femminismo e al colore, curate da Diego Sileo.
Wow Bush/Turmoil in Full Bloom (1977)
Una massa di uniformi da infermiera riciclate, provenienti da un ospedale di Losanna, strappate in strisce, annodate e cucite nei colori giallo, rosa, viola e beige. La composizione è modellata per adattarsi allo spazio in cui viene appesa.