iHammer Museum · Westwood
Il debutto dell’artista brasiliana in un’istituzione statunitense, incentrato sul suo film che documenta la vita rurale, il reggae e la memoria della diaspora africana nel Maranhão.
Il film si apre su schermi neri, con il canto degli uccelli, il frinire dei grilli e lo scoppiettio di un fuoco; poi compaiono palme avvolte da lievi volute di fumo. La camera inclina verso il basso e inquadra una radiola gialla che svetta: una torre di casse, amplificatori e subwoofer che in Maranhão, nel nord-est del Brasile, viene costruita per le feste reggae.
Radiola de promessa (2025), della durata di 13 minuti, segue le ore che precedono una festa: si impasta la farina, si spacca la legna, le conversazioni si trasformano in canti, gli abiti girano vorticosamente e poi arriva il basso. ArtReview spiega che la radiola è trattata come un altare, legato al Tambor de Mina, una religione incentrata sui tamburi che fonde credenze africane e indigene brasiliane. In Maranhão una torre di casse può essere un altare; nel tuo appartamento, lo stesso subwoofer ti procura una lettera del padrone di casa.
Il film è presentato in un’installazione insieme a una nuova scultura, dopo essere stato proiettato nella sala video della Pinacoteca di San Paolo. È la prima mostra di Viana in un museo statunitense. Ingresso gratuito, da martedì a domenica, dalle 11 alle 18.
La radiola gialla
Cerca il momento in cui la camera inclina verso il basso, dalle palme velate dal fumo a un imponente impianto audio giallo, composto da casse sovrapposte e subwoofer.
Le ore prima della festa
La farina che viene impastata, i colpi dell’accetta sulla legna, le parole che si trasformano in canto e gli abiti che girano vorticosamente, prima che i tamburi diano il ritmo.
I bassi della radiola
Quando i tamburi hanno dato il ritmo, esplode il basso della radiola: è il reggae che è valso al Maranhão il soprannome di Giamaica brasiliana.
iFowler Museum at UCLA
iFowler Museum at UCLA
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