iGetty Center · Brentwood
Opere di 13 fotografi, tra cui gli Álvarez Bravo, Héctor García e Graciela Iturbide, provenienti da una donazione al Getty durata 25 anni, che ripercorrono un secolo di creatività fotografica messicana.
Nel 1931 Manuel Álvarez Bravo fotografò la vetrina di un negozio di ottica, con l’insegna Óptica moderna ben leggibile. Nel 1935 la fotografia veniva esposta capovolta: un errore in camera oscura che gli piacque tanto da conservarlo. La stampa speculare diventò una delle sue immagini più note.
La mostra non segue un ordine cronologico. Tredici fotografi, dalla fine degli anni Venti alla metà degli anni Dieci del Duemila, sono presentati in cinque sezioni intitolate con versi di Octavio Paz, che accostano maestri e allievi, amici e compagni. Si passa dalla conchiglia di nautilus di Pedro Meyer, ripresa così da vicino da perdere ogni riferimento di scala, alle fotografie di Graciela Iturbide del bagno murato di Frida Kahlo, per concludere con la serie di Pablo Ortiz Monasterio sui 43 studenti di Ayotzinapa scomparsi nel 2014.
Digital Camera World ha definito la sezione dedicata ai primi piani «una lezione magistrale di inquadratura». L’ingresso è gratuito con prenotazione a orario; la mostra si trova al piano inferiore del Museum West Pavilion e le didascalie sono in inglese e spagnolo. L’app GettyGuide offre un’audioguida bilingue: portate le cuffie.
Parabola ottica, 1931
La vetrina del negozio di ottica di Álvarez Bravo e il testo a parete che racconta come un errore in camera oscura la capovolse nel 1935, dando origine alla versione diventata celebre.
Iturbide nel bagno di Frida Kahlo
Stampelle, tutori ortopedici e un manifesto di Stalin sono raccolti nella vasca: oggetti che Diego Rivera aveva fatto murare lì dopo la morte di Kahlo.
Diego y Siqueiros, 1957
Il ritratto di Rodrigo Moya dei due muralisti rivali, fianco a fianco davanti a un murale.
I primi piani di Meyer e Salcedo Méndez
Una conchiglia di nautilus ripresa così da vicino da perdere ogni riferimento di scala e baccelli di semi su fondo nero, che sembrano sculture più che piante.
Scompaiono?, dal 2014
Cercate il cactus piegato dal vento di Ortiz Monasterio, con sotto una scritta di graffiti che reclama la restituzione dei 43 studenti scomparsi di Ayotzinapa.
Cerchi una cronologia chiara: la mostra è articolata in cinque sezioni poetiche, non in ordine cronologico.
Dal 4 ottobre al 13 dicembre, la mostra è affiancata da un laboratorio bilingue di collage e dimostrazioni di stampa serigrafica. La sezione finale affronta la scomparsa di 43 studenti nel 2014.