iPalazzo Pitti · Oltrarno
Sedici capolavori di mobili che abbracciano tre secoli e tre dinastie – Medici, Lorena e Savoia – riallestiti nella Niche Room della Palatine Gallery. Le opere comprendono poltrone a intarsio del XVII secolo e vasi in porcellana di Sèvres, fino alla scrivania meccanica di Giovanni Socci e a uno stipo che riproduce la facciata di Palazzo Pitti.
Uno dei sedici pezzi nella Niche Room è uno stipo realizzato come copia in scala di Palazzo Pitti: ci si trova così all’interno del palazzo a guardare una sua versione in miniatura. C’è anche un inginocchiatoio realizzato da Leonardo van der Vinne nel 1687, tempestato di pietre preziose.
I pezzi vanno dal XVII al XIX secolo e attraversano le tre dinastie che abitarono il palazzo. I Medici portano dagli opifici granducali l’ebanisteria e gli intarsi in pietre dure di lapislazzuli, diaspro e agata. I Lorena aggiungono lacche orientali e forme sinuose; Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, introduce lo stile Impero; i Savoia usano Palazzo Pitti come prova generale per arredare il Quirinale a Roma.
La mostra occupa una sola sala al primo piano della Palatine Gallery: potete quindi inserirla nella visita ai dipinti. Il direttore Simone Verde spiega che i pezzi ruoteranno man mano che proseguono i restauri. L’accesso è incluso nel biglietto di Palazzo Pitti (16 €, oppure 19 € con prenotazione anticipata), da martedì a domenica, fino al 31 dicembre.
Il palazzo in miniatura
Cercate lo stipo, un mobile che riproduce Palazzo Pitti in scala, esposto proprio nell’edificio a cui si ispira.
L’inginocchiatoio di Van der Vinne
Realizzato nel 1687 negli opifici medicei, questo inginocchiatoio da preghiera è tempestato di materiali preziosi: la devozione si trasforma in manifestazione di potere.
La scrivania meccanica di Socci
La scrivania di Giovanni Socci si richiude grazie a un meccanismo: una soluzione ingegneristica che Stilearte paragona a quelle della bottega di Leonardo nel Settecento.
Il cassone laccato francese
Un cassone laccato della metà del XVIII secolo, con intarsi in madreperla, applicazioni in bronzo dorato e piano in marmo verde antico: è il pezzo preferito del direttore.
Il piano in pietre dure
Realizzato intorno al 1797 dall’opificio fiorentino delle pietre dure, presenta pietre intarsiate e sagomate per raffigurare vasi di porcellana.
Siete venuti per i dipinti: questa sala espone sedici mobili e vasi.
iVasari Corridor
iUffizi Gallery
Uffizi Gallery