Uffizi Gallery · Centro Storico
Nuovo allestimento al Museo del Costume e della Moda con 40 abiti del Novecento, dal Charleston degli anni Venti agli anni Ottanta.
Nella prima sala è esposto un abito indossato dalla moglie del pittore Galileo Chini alla prima della Turandot alla Scala, il 25 aprile 1926, accanto al suo trittico. Si apre così un percorso di 40 abiti del Novecento, molti dei quali mai esposti prima, che si snoda in nove sale del Museo del Costume e della Moda a Palazzo Pitti.
Il percorso va dalle sete dell’epoca del Charleston, decorate con motivi cinesi, giapponesi e indiani, fino a Schiaparelli e Vionnet; tra le opere del periodo tra le due guerre c’è Lo Straniero di Casorati. Per il dopoguerra sono esposti tre abiti appartenuti a Ingrid Bergman, tra cui uno di Gattinoni, e un raro abito giovanile di Yves Saint Laurent, realizzato dopo la morte di Dior nel 1957. Courrèges, Laug e Cardin sono accostati alle opere di Alberto Burri; a Roberto Capucci è dedicata un’intera sala, mentre le paillettes di Enrico Coveri chiudono la mostra. Dopo averle viste, il vostro abito per la notte di San Silvestro vi sembrerà timido.
Il museo prevede di rinnovare l’allestimento ogni anno. Le sale dedicate alla moda del XVII e XVIII secolo e agli abiti dei Medici restano invariate. Orari e biglietti sono consultabili sul sito degli Uffizi. L’esposizione è visitabile fino al 31 dicembre 2026.
Quaranta abiti ripercorrono il secolo, dalle perline Charleston degli anni Venti fino agli anni Ottanta, con creazioni di Schiaparelli, Saint Laurent e Capucci, nelle sale riaperte dopo quattro anni di lavori di ristrutturazione.
L’abito della prima di Turandot
L’abito indossato dalla moglie di Chini alla Scala nel 1926 è esposto accanto al trittico del marito, nella prima sala dedicata al Charleston.
Gli abiti di Ingrid Bergman
Tre capi appartenuti all’attrice, tra cui uno di Gattinoni, nella sezione dedicata al dopoguerra.
Un giovane Yves Saint Laurent
Un raro abito giovanile realizzato dopo la morte di Dior nel 1957.
La sala dell’era spaziale
Abiti geometrici di Courrèges, Laug e Cardin esposti sullo sfondo delle opere bianche e nere di Alberto Burri.
Le paillettes di Enrico Coveri
Capi degli anni Ottanta, ricoperti di paillettes e dai colori vivaci, concludono il percorso.

Vasari Corridor

Palazzo Pitti

Palazzo Pitti