novembre 2026

A novembre aprono cinque mostre. Roman Scotland al National Museum presenta per la prima volta due altari provenienti dal mitreo più settentrionale del mondo: un avamposto del dio Sole, dove il tramonto arriva verso le quattro. Dovecot srotola una stampa a grandezza naturale dell’Arazzo di Bayeux; al City Art Centre si inaugura la mostra di Ade Adesina, seguita da quella di Kenneth Dingwall, e il 28 gli Scottish Portrait Awards approdano alla Portrait.

La guida di novembre 2026 →

I consigli della redazione per novembre 2026

Dovecot Studios · Opens 21 November

Bayeux on the Balcony

Una riproduzione a grandezza naturale dell’Arazzo di Bayeux, srotolata lungo la Balcony Gallery di Dovecot: per la prima volta se ne può ammirare in Scozia l’intera lunghezza, con il contributo del British Museum. Gratuita, e a quattro ore e mezza di viaggio in meno rispetto all’originale.

City Art Centre · Opens 7 November

Ade Adesina: Bard

Xilografie, incisioni all’acquaforte e linoleografie monumentali dell’artista incisore Ade Adesina, che vive ad Aberdeen, dedicate al cambiamento climatico e alle storie coloniali, insieme a una nuova opera commissionata per Edimburgo.

National Galleries Scotland: Portrait · Opens 28 November

Scottish Portrait Awards 2026

Gli Scottish Portrait Awards arrivano per la prima volta al Portrait: opere di belle arti, fotografie e ritratti realizzati con il telefono per Scotland Now! da artisti nati, residenti o studenti in Scozia. Sì, vale anche la fotocamera che hai in tasca.

National Galleries Scotland: Modern (Modern One & Modern Two) · Free

Peter Doig: Morning, Paramin

Ventotto acqueforti realizzate da Peter Doig in risposta alle poesie di Derek Walcott: un omaggio alla loro amicizia, quella tra il pittore e il poeta. Un’esposizione gratuita al Modern One.

Talbot Rice Gallery · Free

La frattura: nessuna condizione è permanente (The Rupture: No condition is permanent)

Kiri Dalena ristampa fotografie di stampa delle proteste che attraversarono Manila negli anni Settanta, cancellando ogni slogan: i manifestanti reggono così cartelli bianchi. Sedici artisti affrontano temi come la censura, il lavoro migrante, la guerra e l’esilio; accanto a loro, una scultura di sapone di Taysir Batniji, destinata a scomparire con il tempo.

Inaugurazioni di novembre

In chiusura in novembre

In corso per tutto novembre

Inaugurazioni di dicembre 2026

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Crediti fotografici

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