In mostra: Edimburgo
Kiri Dalena, fotografia d'archivio di giovani donne con cartelli di protesta cancellati

Talbot Rice Gallery · Old Town

La frattura: nessuna condizione è permanente (The Rupture: No condition is permanent)

In arrivo24 ottobre 2026 – 13 febbraio 2027·Ingresso gratuito

Una mostra collettiva internazionale sul vivere il collasso dei sistemi: gli artisti si confrontano con l’intelligenza artificiale generativa, il neocolonialismo, la guerra e il cambiamento climatico, affermando che nessuna condizione è permanente.

Sito della mostra

Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra

Nelle fotografie di Kiri Dalena, i manifestanti di Manila degli anni Settanta sollevano i loro cartelli, tutti completamente bianchi. Le immagini provengono da archivi di giornali: l’artista ha cancellato digitalmente gli slogan, dando avvio a una serie nel 2008 a cui continua ancora oggi ad aggiungere nuovi lavori.

La mostra riunisce sedici artisti e affronta temi impegnativi: censura, lavoro migrante, ONU, guerra in Ucraina, esilio. I curatori la inquadrano a partire dalle parole pronunciate da Mark Carney a Davos nel 2026, «siamo nel mezzo di una frattura», e dichiarano di affrontare la situazione con speranza. Si incontra un sospiro di Song Ziwei che si dissolve in una nuvola di fumo e una scultura di sapone di Taysir Batniji, destinata a scomparire con il tempo. Edimburgo è la prima di tre tappe; nel 2027 saranno Pechino e Manila a ospitare le rispettive mostre.

L’ingresso è gratuito, da martedì a sabato, dalle 10 alle 17, all’Old College, su South Bridge. La galleria è chiusa per l’allestimento fino all’apertura del 24 ottobre.

Scelto dalla redazione

Kiri Dalena ristampa fotografie di stampa delle proteste che attraversarono Manila negli anni Settanta, cancellando ogni slogan: i manifestanti reggono così cartelli bianchi. Sedici artisti affrontano temi come la censura, il lavoro migrante, la guerra e l’esilio; accanto a loro, una scultura di sapone di Taysir Batniji, destinata a scomparire con il tempo.

Da non perdere

  • Gli slogan cancellati di Kiri Dalena

    Fotografie d’archivio delle proteste di Manila degli anni Settanta, ristampate dopo aver cancellato lo slogan da ogni cartello: nelle mani dei manifestanti restano tavole bianche.

  • La scultura di sapone di Taysir Batniji

    Una scultura di sapone che, secondo la galleria, è destinata a scomparire con il tempo: la risposta di Batniji a una vita trascorsa in esilio.

  • Il sospiro di Song Ziwei

    Un sospiro che si sprigiona in una nuvola di fumo, evocando l’isolamento vissuto dalla sua generazione di lavoratori e il flusso di notizie dell’era del Covid.

  • Combat Cooking

    Il nuovo ricettario di Claudia Zeiske raccoglie i piatti di persone che vivono situazioni di conflitto in tutto il mondo.

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  • Cultura low cost
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