iMIT List Visual Arts CenterKendall Square, Cambridge
Nella pratica di Pap Souleye Fall, l'errore tecnologico diventa uno spazio di rifugio in cui rifugiarsi, al riparo da sistemi di controllo più ampi.
Un braccio verde spunta da un tessuto verde lacero che risale una parete. È ritagliato dalla tuta chroma key che Pap Souleye Fall indossa per esibirsi nei panni di DEAD PIXEL; il critico di ArtReview ha visto nell’opera un avatar sospeso tra il digitale e il fisico.
DEAD PIXEL è l’eroe dei fumetti creato da Fall: il nome rimanda al punto scuro lasciato da uno schermo guasto. A dargli la caccia è THE DATA COLLECTOR, che vuole impossessarsi dei suoi sensi. Qui la storia occupa un’intera sala: un traballante intreccio di enormi «fiammiferi» in cartapesta sostiene rifiuti elettronici provenienti dal campus del MIT e un’arachide gigantesca. Secondo il comunicato stampa, da una certa angolazione la struttura si confonde con il murale sulla parete, come un glitch; basta girarle intorno perché si apra una camera luminosa. Proprio a Kendall Square, tra tutti i quartieri possibili, il piano dell’eroe consiste nel nascondere il naso a un raccoglitore di dati.
Gee Wesley di ArtReview ha colto «arguzia e fantasia», insieme a una riflessione cupa sui rifiuti che si celano dietro la vita digitale. È la prima mostra personale di Fall in un museo: un’unica installazione alla Bakalar Gallery, a ingresso gratuito, aperta fino alle 19 il mercoledì e il giovedì.
Il braccio verde nella parete
Cerca i frammenti della tuta di scena di DEAD PIXEL cuciti in un patchwork di tessuto verde lacero che risale una parete; dalle cuciture spunta un braccio verde.
I libri di legno con cerniera
Decine di blocchi di legno illustrati si aprono su disegni pixelati; alcuni recano frasi come «EMPIRE RISE; EMPIRE FALL» e «INVISIBLE TO WHOM».
Gli schermi graffiati
Sui monitor recuperati dai siti di raccolta dei rifiuti elettronici sono incisi disegni in pixel art: le palme del Senegal, l’arachide e DEAD PIXEL con gli arti distesi.
Il Babbo Natale mimetico
Un Babbo Natale gonfiabile in mimetica militare è stato ricoperto con ritagli blu, verde lime e verde bosco; sopra la struttura, una casa delle bambole è avvolta in tessuto elastico.
L’otto di conchiglie cauri
Sotto la tuta verde, le conchiglie cauri formano un piccolo otto, che può sembrare tanto un’arachide quanto il simbolo dell’infinito.
Cerchi dipinti alle pareti: qui c’è un’unica installazione grande quanto una sala, fatta di impalcature, rifiuti elettronici e cartapesta.