iWereldmuseum Amsterdam · Amsterdam-Oost
Entra nel vivo del dibattito sulla restituzione, esplorando i dilemmi e le storie che si celano dietro gli oggetti contesi dell’epoca coloniale.
Un piccolo vaso bruno-rossastro, punteggiato di nero e scheggiato e graffiato sul fondo, a prima vista sembra insignificante. Un tenue numero a matita sul fianco, B324, ha permesso ai ricercatori di rintracciarne la provenienza: era tra i recipienti per il latte inviati dal capo basotho Moshoeshoe I all’Esposizione internazionale del 1862 a Londra.
Sono casi come questo al centro della mostra. Circa 200 oggetti della collezione del museo sono disposti in nuclei tematici: oggetti sottratti durante spedizioni militari, il confine giuridico tra bottino di guerra e opere d’arte rubate, il valore scientifico e culturale, la cancellazione culturale. Si leggono le ricerche sulla provenienza e si decide: restituire, conservare o fare qualcos’altro? Il museo ammette che spesso queste ricerche sollevano più domande di quante ne risolvano. Sei artisti e collettivi contemporanei, tra cui Aram Lee e Lifepatch, presentano le loro opere.
Secondo De Groene Amsterdammer, guardare oltre la prospettiva coloniale, come invita a fare la mostra, è «tutt’altro che semplice». La mostra è aperta fino al 3 gennaio 2027, da martedì a domenica dalle 10:00 alle 17:00. Il biglietto per gli adulti costa 18 € online o 20 € alla biglietteria.
Il recipiente per il latte basotho, B324
Cerca il tenue numero a matita sul fianco: è l’indizio che ha permesso di collegare questo piccolo vaso scheggiato all’Esposizione internazionale del 1862 a Londra.
La figura stante Woyo
Un uomo scolpito che impugna una spada di Stato, uno scettro regale, proveniente dalla regione di Cabinda, nell’Africa centrale. È l’immagine scelta dal museo per la mostra.
Il grembiule di perline di Geelvinkbaai
Indossato nelle danze cerimoniali in Nuova Guinea prima del 1907, con le sue perline rimanda ad antiche rotte commerciali che arrivavano alle Molucche, in Cina e in Vietnam.
Il copricapo Massingire
Realizzato prima del 1884 in Mozambico o Malawi, è composto da tessuto, perline, conchiglie di ciprea, fibre vegetali e pelo animale.
Cerchi risposte: secondo il museo stesso, le ricerche sulla provenienza sollevano più domande di quante ne risolvano.