iLa Biennale di Venezia (Giardini & Arsenale) · Castello
Yto Barrada attinge alla lunga storia del lavoro tessile in una sequenza di ambienti: forme sospese, una sala Saturno di lana piegata e macchine che si inceppano.
Al centro del padiglione si erge un enorme fallo di pietra. Yto Barrada spiega che parla di sostituzione e di generazioni: Saturno divorò i figli perché nessuno potesse succedergli. Poco distante ci sono palle che l’artista ha realizzato con il pelo del suo cane, ispirandosi a immagini antiche di Saturno affiancato da palle e da un cane.
Si attraversano quattro sale. Nella prima, il profilo dell’abito color del tempo di Peau d’Âne, il film di Jacques Demy, è cucito su una tenda di lana; nella Hall of Folds, la lana appesa si scolorisce alla luce del giorno nel corso della mostra. Lungo i listelli portadipinti sono serigrafati giochi di parole; nella sala grande c’è una ruota di regole in stile Oulipo e, nella sala di lavoro, una TV trasmette Billy Boy di Tex Avery.
L’edizione francese di The Art Newspaper l’ha definita «un peu trop crypté», un po’ troppo criptica, mentre PaintandPainting ha scritto che le citazioni la fanno sembrare «un semplice esercizio di stile». Si trova ai Giardini, l’ingresso è incluso nel biglietto della Biennale da 30 €, da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, fino al 22 novembre.
Il fallo di pietra
Al centro del padiglione, un enorme fallo di pietra rappresenta il timore di Saturno di essere spodestato dai suoi stessi figli.
Le palle di pelo di cane
Cerca le palle che Barrada ha realizzato con il pelo del suo cane, un richiamo alle immagini antiche di Saturno affiancato da palle e da un cane.
71 rossi nella Study Room
In fondo al padiglione, rettangoli di lana tinta in 71 tonalità, dalla robbia all’indaco, prendono spunto dalle camicie rosse dei volontari di Garibaldi.
La tenda di Peau d'Âne
Nella prima sala, il profilo dell’abito color del tempo del film del 1970 di Jacques Demy è cucito su una grande tenda di lana.
I giochi di parole sui listelli portadipinti
Le lettere serigrafate trasformano il nome dell’artista in YTO OU TARD (prima o poi) e Saturno in SATURNE / ÇA TOURNE (Saturno / gira).
Cerchi un’arte che si spieghi da sé: secondo i critici, i riferimenti sono criptici e legati al tema solo in modo approssimativo.