UNSW GalleriesPaddington
Sculture, dipinti e disegni di Heather B. Swann, commissionati appositamente e raramente esposti: la prima tappa di una serie conclusiva dedicata al simbolismo e all’allegoria.
In un angolo della Gallery 1 si trova un piccolo cane di legno con la coda tra le zampe, tenuto insieme da un cappotto di lino e da sottili file di chiodini di rame. Accovacciandoti, incroci il suo sguardo: la critica di Meanjin Fiona Kelly McGregor lo ha descritto come «pieno di paura e sottomissione». Lucky boy è del 2007. Quasi tutto il resto è nuovo, realizzato per una commissione da 80.000 dollari australiani che Swann definisce la prima di una serie conclusiva della sua vita.
La mostra si snoda dal foyer, attraversa un’anticamera e prosegue in quattro gallerie. Grandi dipinti su pannelli di compensato poggiano sul pavimento: campiture profonde di nero, rosso e blu di Prussia, in cui ricompare di continuo una piccola donna di profilo, avvolta in una veste. La Gallery 2 è dominata dal verde smeraldo; l’ultima sala appartiene agli uccelli.
McGregor l’ha definita «luminosa, inquietante». Swann racconta di aver voluto fare poesia: un’arte che «inviti ad andare piano, a leggere le cose con calma». L’ingresso è gratuito. La mostra è aperta dal mercoledì al venerdì, dalle 10 alle 17, e nei fine settimana da mezzogiorno, fino al 22 novembre.
Sculture, dipinti e disegni inediti, commissionati appositamente e raramente esposti, di Heather B. Swann: il primo appuntamento di una serie conclusiva dedicata al simbolismo e all’allegoria.
Ladybird (2025)
Ai lati dell’ingresso dello spazio principale, una tela larga oltre due metri, nera e solcata dal fuoco nella parte superiore, con una minuscola donna vestita di blu che volge verso di te il volto bianco.
Would I lie to you (2026)
Una panca nera con gambe ricurve in acciaio forgiato, sulla quale nessuno può sedersi: per tutta la sua lunghezza si estendono enormi labbra rosse scolpite nel legno di abete dell’Oregon di recupero.
Josefine (2023)
Nell’anticamera, una piccola marionetta motorizzata saltella a livello del pavimento, accompagnata da una colonna sonora inquietante della sassofonista Christina Leonard.
I will not remember your name (2018)
Un gruppo di bastoni da passeggio bianchi, appesi con minuscole teste, tutte diverse: McGregor ha giudicato quest’opera la migliore della sala.
Night birds (2026)
Nell’ultima sala, un gruppo di gufi laccati di nero e due corvi: in molte culture, questi uccelli sono considerati messaggeri della morte.
Cerchi un’arte che risponda alle notizie: Swann dice di aver voluto fare poesia, non politica.