iModerna Museet · Skeppsholmen
Circa 100 opere realizzate tra il 1970 e il 2015: mosaici di specchi caleidoscopici, sculture geometriche, collage, tappeti e le sue «Heartache Boxes».
Il museo riassume così le opere a specchio: «Si diventa parte dell’arte e l’arte diventa parte di noi». Basta fermarsi davanti a uno dei mosaici di specchi caleidoscopici per ritrovarsi dentro l’immagine, che lo si voglia o no.
Al quarto piano sono esposte circa 100 opere realizzate tra il 1970 e il 2015. I mosaici e gli assemblaggi scultorei sono affiancati da collage, disegni floreali, tappeti e opere calligrafiche. Ci sono poi le Heartache Boxes, opere autobiografiche dedicate alla perdita del marito, della casa e dello studio in Iran. A novembre, a Stoccolma il sole tramonta già nel primo pomeriggio: una sala di specchi è il luogo più luminoso di Skeppsholmen.
È la prima mostra personale dedicata alla sua opera nei paesi nordici e farà poi tappa a Madrid e all’Aia. Non abbiamo trovato recensioni della mostra di Stoccolma, quindi qui non esprimiamo giudizi. L’ingresso costa 170 SEK (140 ridotto); il venerdì dalle 18:00 alle 20:00 è gratuito. Le visite guidate si svolgono in svedese.
Circa 100 opere realizzate negli anni trascorsi tra Teheran e New York, dal 1970 al 2015: i mosaici di specchi caleidoscopici per cui è nota, sculture geometriche, collage, tappeti e le sue Heartache Boxes.
I mosaici di specchi
Opere caleidoscopiche composte da frammenti di specchio, che includono il visitatore nella superficie: è questo il senso delle parole del museo sul diventare parte dell’arte.
Le Heartache Boxes
Scatole autobiografiche che raccontano la perdita del marito, della casa e dello studio in Iran, realizzate per contrastare l’oblio della sua lingua, della sua cultura e della sua storia.
Ingresso gratuito per i ragazzi fino a 18 anni. Le visite guidate si svolgono in svedese.