iBonniers Konsthall · Vasastan
Una mostra collettiva ispirata ai romanzi di Peter Weiss, che si interroga su cosa significhi opporsi al fascismo oggi. Nuove opere commissionate per l’occasione sono presentate accanto a lavori di Weiss, Gunilla Palmstierna-Weiss, Godard e Farocki.
Si comincia davanti a una parete di copertine: tutti i libri pubblicati da Peter Weiss, molti dei quali disegnati da lui. È questa la cifra di una mostra composta soprattutto da documenti. C’è un solo dipinto di Weiss, Das grosse Welttheater del 1937, e Dan Jönsson di Kunstkritikk si è chiesto perché non ce ne fossero altri.
Il percorso attraversa i primi film e i collage, poi arriva al suo vero centro: le opere teatrali degli anni Sessanta realizzate da Weiss insieme alla moglie, la scenografa Gunilla Palmstierna-Weiss, tra cui Marat/Sade e The Investigation. Si conclude con il Tribunale Russell sul Vietnam, del 1966–67. Nell’archivio si inseriscono le opere inedite di una dozzina circa di artisti contemporanei.
Jönsson ha trovato la storia del teatro «inesauribilmente affascinante», anche se un po’ arida, e le nuove commissioni molto meno riuscite, alcune «appiccicate lì». Vale la visita per il teatro di Weiss, ma preparatevi a leggere parecchio. Il biglietto costa 130 SEK; l’ingresso è gratuito il venerdì e per gli under 26. Sono incluse visite guidate in svedese ogni giorno. Il mercoledì la mostra resta aperta fino alle 20.
Una collettiva ispirata ai romanzi di Peter Weiss, che si interroga su cosa significhi oggi resistere al fascismo. Nuove opere commissionate sono esposte accanto a lavori di Weiss, Gunilla Palmstierna-Weiss, Godard e Farocki.
Das grosse Welttheater (1937)
L’unico dipinto di Weiss in mostra: una fantasia apocalittica su una tavola di legno di 120 × 160 cm, dai colori cupi e luminosi, realizzata due anni prima della guerra.
Skråpuken
Il rilievo scenico in acciaio arrugginito realizzato da Gunilla Palmstierna-Weiss per Song of the Lusitanian Bogey, opera teatrale del 1967. Vi compaiono sbarre, catene, una mitra vescovile e una bandiera; al centro della sala, si può girare attorno e guardarlo anche dal retro.
La cappella tessile di Kane e Osouf
Al centro di una galleria, una cappella di stoffa ricoperta da centinaia di ritratti di martiri, da Louise Michel a Pussy Riot.
Lina Selander, Binding the Dream
Un film a tre schermi che alterna materiali dell’archivio Weiss a riprese di cronaca dalla Palestina e agli interni dello Studio Museum di Carl Eldh a Stoccolma.
Cercate dipinti: c’è una sola tela di Weiss, mentre la mostra è composta soprattutto da documenti e materiali d’archivio.
Ingresso gratuito per tutti gli under 26. Hörnan, l’angolo per bambini al piano sotto le gallerie, propone attività creative senza prenotazione, ispirate alla mostra in corso.
iMedelhavsmuseet (Museum of Mediterranean and Near Eastern Antiquities)
iArtipelag
iSwedish History Museum (Historiska museet)