iMinnesota Street Project · Dogpatch
Sei installazioni video di Sophia Al-Maria, Korakrit Arunanondchai, Sara Cwynar, Alex Da Corte, Beatrice Gibson e Martine Syms: ogni artista appare sullo schermo in ruoli diversi, in collaborazione con KADIST.
Un gruppo di macachi sgranocchia una replica estremamente realistica del volto di Korakrit Arunanondchai, in un film illuminato da candele, immagini termiche e un’effigie in fiamme. In questa mostra ogni artista appare sullo schermo sotto mentite spoglie; Arunanondchai interpreta un uomo che cerca di evocare un fantasma-scimmia con cinque occhi verdi luminosi.
Si entra in un magazzino buio al 1201 Minnesota Street, dove sei grandi proiezioni sono l’unica fonte di luce. Alex Da Corte si trasforma lentamente in Frankenstein su un set spoglio e bianco; Martine Syms occupa quattro canali, mentre Sara Cwynar, Sophia Al-Maria e Beatrice Gibson completano il sestetto. Genevieve Quick di 48 Hills l’ha definita «esaltante» e una delle installazioni più riuscite dello spazio. La mostra chiude ad Halloween; per trasformarsi in Frankenstein come Da Corte ci vuole più pazienza di quanta ne richieda il tuo costume.
L’ingresso è gratuito, ma gli orari sono ridotti: giovedì e venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 12 alle 18. Venerdì 23 ottobre alle 19 Sofía Córdova presenta lì AY NO SE; anche la performance è gratuita.
Il fantasma-scimmia in Unity for Nostalgia
Cerca il film a due canali di Arunanondchai, in cui cerca di evocare una scimmia con cinque occhi verdi luminosi, tra filtri arancioni, immagini termiche e un’effigie in fiamme.
Da Corte si trasforma in Frankenstein
In Slow Graffiti applica protesi e trucco su un set bianco, poi si sdraia sul pavimento, balla al ritmo di una canzone silenziosa e cena da solo.
Se sei impressionabile: in un film si vedono corpi insanguinati che si contorcono e scimmie che sgranocchiano una replica del volto dell’artista.