iMuseo dell'Ara Pacis · Campo Marzio
Oltre 110 opere, tra cui quasi 50 ritratti funerari del Fayum concessi in prestito da istituzioni egiziane, dal Louvre, dal Getty e dal Met, messi a confronto con ritratti romani in marmo e in gesso.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Questi volti erano dipinti per essere posati sui defunti: pannelli di legno spessi pochi millimetri, infilati tra le bende delle mummie. Quasi 50 arrivano all’Ara Pacis; l’Egitto ha prestato quasi tutti i pannelli delle proprie collezioni, nessuno dei quali era mai uscito dal Paese.
Il percorso si apre tra due mondi: da un lato una maschera funeraria tolemaica del Museo Barracco, dall’altro ritratti capitolini in marmo, con i primi volti del Fayum nel mezzo. Seguono cinque sezioni, dai calchi in gesso ricavati dai defunti sotto la Basilica di San Pietro a una sala di volti con un nome, fino ai sudari di lino dipinti che concludono il percorso. Accanto sono esposti gioielli provenienti da Pompei ed Ercolano, per confrontare gli orecchini dipinti con quelli ritrovati negli scavi.
La mostra si tiene nello spazio espositivo di Via di Ripetta 180. Il biglietto open, valido solo per la mostra, costa 17 €; la prenotazione anticipata costa 1 € in più. È aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
Il Tondo dei due fratelli
Due giovani ritratti a mezzo busto con la tecnica dell’encausto a cera calda, con tocchi di luce negli occhi. Il dipinto è stato restaurato di recente al Cairo per questa mostra.
Eirene da Stoccarda
Cerca il suo nome, dipinto direttamente sul pannello accanto alla preghiera con cui la famiglia affidava la sua anima a Osiride.
I calchi dalla tomba dei Valerii
Calchi in gesso provenienti dal sottosuolo della Basilica di San Pietro, che illustrano l’intero procedimento: dall’impronta presa sul volto di un defunto fino al marmo finito.
La mummia della bambina Giupra
Il sarcofago e la mummia di una bambina, provenienti dal museo archeologico di Firenze: un richiamo al fatto che ogni ritratto esposto apparteneva a una persona reale.
I sudari di Antinoopolis
Grandi sudari di lino dipinti, prestati dal Louvre e insolitamente ben conservati, concludono il percorso con gli ultimi ritratti di questa tradizione.