iPirelli HangarBicocca · Bicocca
Una retrospettiva dedicata a Luciano Fabro nelle Navate: una cinquantina di sculture e installazioni, molte delle quali ricostruite come «habitat» ambientali, ripercorrono cinque decenni di ricerca sullo spazio e sulla percezione.
Sollevate da terra la struttura in tela bianca, abbassatevi per passarci sotto e rialzatevi al suo interno: In cubo, opera del 1966, è stata realizzata da Fabro in base alla propria altezza e all’apertura delle braccia. Ma il suo corpo non è il vostro, così la mostra ha preparato cinque versioni, perché possiate trovare quella della misura giusta. È, in sostanza, un camerino di prova per una stanza.
Circa cinquanta opere riempiono le Navate, raggruppate per temi anziché in ordine cronologico. Il fulcro è la prima ricostruzione dell’Habitat che Fabro realizzò per Rotterdam nel 1981: circa 1.100 metri quadrati di corridoi delimitati da pareti di carta bianca piegata a fisarmonica, che potete attraversare seguendo il percorso che preferite. La mostra inizia con Lo spirato, un lenzuolo di marmo che conserva soltanto l’incavo della testa, e termina nel Cubo con una struttura di sei metri sospesa su tre livelli.
L’ingresso è gratuito; prenotando online una fascia oraria si ha la precedenza. In alcune sale l’accesso è contingentato: nel cubo specchiante di Allestimento teatrale entra una persona alla volta, nella Sala Pentagonale due.
Circa cinquanta sculture e installazioni di Luciano Fabro occupano le Navate, molte ricostruite come «habitat» da attraversare, che ripercorrono cinquant’anni di ricerca sullo spazio e sulla percezione. L’ingresso è gratuito: più di quanto Milano conceda di solito quando si tratta di spazio.
In cubo, in cinque misure
Sollevate la struttura di tela bianca e infilatevi sotto: i rumori esterni si attutiscono, la luce filtra attraverso il tessuto e solo il lato rivolto verso il pavimento è aperto.
Io, l’uovo di bronzo
Al centro dell’Habitat, un uovo cavo di 70 kg racchiude Fabro rannicchiato; all’interno dorato, le impronte delle sue mani emergono in rilievo, testimonianza del peso che sostenne.
Il pupo nella Sala Pentagonale
Un ventaglio avvolto in vecchie fasce da neonato vibra come se respirasse; i mediatori vi porgono dei guanti per tenerlo in mano, sotto un’Italia di ferro capovolta.
Il cubo specchiante di Allestimento teatrale
Fate scorrere un lato e entrate da soli per vedervi moltiplicati; nei fine settimana, dalle 15:30 alle 16:30, un attore legge i testi di Fabro.
Eclissi di cielo
Una sfera di onice verde dalle venature luminose, stretta tra due blocchi di marmo nero punteggiati da una mappa stellare dorata, esposta qui per la prima volta.
Cercate dipinti: qui trovate sculture, specchi e ambienti attraversabili costruiti con carta e tessuto.
I bambini sono i benvenuti, ma devono essere tenuti per mano per tutta la visita; le opere non si possono toccare. Nel fine settimana si tengono laboratori per bambine e bambini dai 4 ai 12 anni, legati alle mostre in corso.