In mostra: Città del Messico
Julian Rosefeldt, Manifesto, installazione video

Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC) · Ciudad Universitaria, Coyoacán

Julian Rosefeldt. Manifesto

In corso5 settembre 2026 – 6 dicembre 2026·60 $

Un’installazione filmica a 13 canali che mette in scena i manifesti degli artisti, dal Futurismo e dal Dadaismo a Fluxus e Dogma 95, per interrogarsi sul ruolo dell’artista oggi.

Durante un funerale, Cate Blanchett interpreta una vedova che, trattenendo a stento le lacrime, dice ai presenti: «Il Dadaismo fa schifo. Ma d’ora in poi vogliamo fare la cacca a colori diversi». È uno dei 13 film proiettati nella Sala 9, ciascuno con una Blanchett diversa che recita un collage di manifesti di artisti.

Ci si sposta da uno schermo all’altro con i propri tempi. Un agente di borsa recita i futuristi, un punk tatuato il poeta messicano Manuel Maples Arce, un lettore del telegiornale Sol LeWitt. Dodici film durano 10 minuti e mezzo ciascuno, dopo un prologo di quattro minuti: in tutto, circa 130 minuti. Nel 2016, recensendo l’installazione al Park Avenue Armory di New York, Jude Dry di IndieWire l’ha definita «una notevole riflessione sul senso dell’arte» e «piuttosto divertente».

L’opera è fatta solo di proiezioni e testi recitati, quindi prendetevi il tempo necessario. Il biglietto costa 60 MXN; la domenica è a metà prezzo e il giovedì l’ingresso è gratuito dalle 18:00 alle 20:00.

Scelto dalla redazione

L’installazione filmica a 13 canali di Julian Rosefeldt mette in scena i manifesti degli artisti, dal Futurismo e Dada a Fluxus e Dogma 95, per interrogarsi sul ruolo dell’artista oggi. Il giovedì l’ingresso è gratuito dalle 18:00.

Da non perdere

  • Il funerale dadaista

    Blanchett, nei panni di una vedova che pronuncia un elogio funebre, circondata da persone vestite elegantemente, recita i manifesti dadaisti come un discorso sulla tomba.

  • La classe

    Una maestra inserisce le regole del Dogme 95 e i consigli di Jim Jarmusch sul fare cinema in una lezione per una classe di bambini di sette anni che scarabocchiano.

  • L’impianto di smaltimento

    Una pressa industriale per rifiuti scarica il suo carico mentre Blanchett, nel ruolo di un’operaia dell’impianto, esclama: «Evviva l’architettura eterna!»

  • Il vagabondo barbuto

    Un senzatetto grida al cielo che «l’unico ruolo possibile per l’artista è quello del rivoluzionario».

  • Il coro

    A un certo punto, tutte e tredici le Blanchett si voltano verso la telecamera e parlano insieme, con una monotonia cantilenante, ciascuna su una nota diversa.

Ideale per

  • Cultura low cost
  • Visite serali
  • Per appassionati

Lascia perdere se

Cercate opere appese alle pareti: qui ci sono soltanto tredici film proiettati.

Con i bambini

I minori di 12 anni entrano gratis al MUAC. I testi contengono parolacce, anche nel commiato dadaista.

Anche a Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC)

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