iMuseo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC) · Ciudad Universitaria, Coyoacán
Un’installazione filmica a 13 canali che mette in scena i manifesti degli artisti, dal Futurismo e dal Dadaismo a Fluxus e Dogma 95, per interrogarsi sul ruolo dell’artista oggi.
Durante un funerale, Cate Blanchett interpreta una vedova che, trattenendo a stento le lacrime, dice ai presenti: «Il Dadaismo fa schifo. Ma d’ora in poi vogliamo fare la cacca a colori diversi». È uno dei 13 film proiettati nella Sala 9, ciascuno con una Blanchett diversa che recita un collage di manifesti di artisti.
Ci si sposta da uno schermo all’altro con i propri tempi. Un agente di borsa recita i futuristi, un punk tatuato il poeta messicano Manuel Maples Arce, un lettore del telegiornale Sol LeWitt. Dodici film durano 10 minuti e mezzo ciascuno, dopo un prologo di quattro minuti: in tutto, circa 130 minuti. Nel 2016, recensendo l’installazione al Park Avenue Armory di New York, Jude Dry di IndieWire l’ha definita «una notevole riflessione sul senso dell’arte» e «piuttosto divertente».
L’opera è fatta solo di proiezioni e testi recitati, quindi prendetevi il tempo necessario. Il biglietto costa 60 MXN; la domenica è a metà prezzo e il giovedì l’ingresso è gratuito dalle 18:00 alle 20:00.
L’installazione filmica a 13 canali di Julian Rosefeldt mette in scena i manifesti degli artisti, dal Futurismo e Dada a Fluxus e Dogma 95, per interrogarsi sul ruolo dell’artista oggi. Il giovedì l’ingresso è gratuito dalle 18:00.
Il funerale dadaista
Blanchett, nei panni di una vedova che pronuncia un elogio funebre, circondata da persone vestite elegantemente, recita i manifesti dadaisti come un discorso sulla tomba.
La classe
Una maestra inserisce le regole del Dogme 95 e i consigli di Jim Jarmusch sul fare cinema in una lezione per una classe di bambini di sette anni che scarabocchiano.
L’impianto di smaltimento
Una pressa industriale per rifiuti scarica il suo carico mentre Blanchett, nel ruolo di un’operaia dell’impianto, esclama: «Evviva l’architettura eterna!»
Il vagabondo barbuto
Un senzatetto grida al cielo che «l’unico ruolo possibile per l’artista è quello del rivoluzionario».
Il coro
A un certo punto, tutte e tredici le Blanchett si voltano verso la telecamera e parlano insieme, con una monotonia cantilenante, ciascuna su una nota diversa.
Cercate opere appese alle pareti: qui ci sono soltanto tredici film proiettati.
I minori di 12 anni entrano gratis al MUAC. I testi contengono parolacce, anche nel commiato dadaista.