Museo de AméricaCiudad Universitaria, Moncloa
Il progetto video di Eva Lootz sul filo e la tessitura, dalle culture tessili precolombiane al telaio come precursore dell’informatica, con il danzatore Kike García Gil.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Prima dei computer c’erano i telai. Eva Lootz, figura di primo piano dell’arte sperimentale spagnola dagli anni Settanta, segue un filo che parte dai tessuti precolombiani, qui letti come sistemi per conservare informazioni, attraversa le prime forme di scrittura, la navigazione e la rivoluzione industriale e arriva al telaio, antenato della programmazione.
È un video, e a dargli ritmo è il movimento: il danzatore e coreografo Kike García Gil, che è anche ricamatore, mette nello stesso quadro il filo e il corpo. Nel percorso compaiono Arianna e Penelope, il ricamo con cui generazioni di bambine sono cresciute e una visione indigena del mondo fondata sulla «cura reciproca» tra persone, animali, natura e oggetti. Il video è proiettato nella sala de comunicación al secondo piano, dove sono conservati i codici del museo: una mostra sul filo come linguaggio si affianca così a libri scritti per immagini e glifi.
È il quarto capitolo di una serie iniziata al Museo del Traje. L’ingresso è compreso nel biglietto del museo, che costa 3 €; l’accesso è gratuito la domenica, il giovedì dalle 14:00 e per i minori di 18 anni, gli over 65 e gli studenti tra i 18 e i 25 anni.
Ingresso gratuito per i minori di 18 anni, presentando un documento ufficiale alla biglietteria. La mostra consiste in un’unica opera video.