iFukuda Art Museum · Arashiyama
La prima mostra del museo dedicata allo shunga presenta per la prima volta il rotolo Chigo Sōshi del XIV secolo, insieme a Nami Chidori di Hokusai e a opere sul tema dell’amore di Uemura Shōen. Vietata la visita ai minori di 18 anni.
Hokusai realizzò Nami Chidori tra i settanta e i settantanove anni, eliminando tutto ciò che di solito fa da sfondo a una scena di shunga: niente stanza, niente ambiente circostante, solo due corpi che riempiono l’inquadratura. Il colore è steso a mano sopra i contorni stampati, mentre la polvere di mica fa brillare gli sfondi. Tutti e 12 i fogli sono esposti insieme nella sezione finale.
Si comincia senza shunga. La prima sezione è dedicata a storie d’amore e comprende un paravento del periodo Muromachi con 54 dipinti di Genji su ventagli, esposto per la prima volta da 27 anni. Poi arriva il motivo della mostra: il Chigo Sōshi, un rotolo dei primi anni del XIV secolo, conservato per secoli al Daigo-ji e mai esposto prima al pubblico. Nel corso della mostra vengono srotolate diverse parti.
Nel suo resoconto d’apertura, Bijutsu Techo richiama l’attenzione su dettagli esecutivi facili da trascurare: le fodere dei kimono disegnate, la precisione di acconciature e mani e i colori che si sono conservati perché queste opere venivano esposte di rado. L’ingresso è riservato ai maggiori di 18 anni; potrebbe essere richiesto un documento d’identità con foto. Il biglietto costa ¥1.500 (¥1.400 online). Al secondo piano non è consentito fotografare; con un biglietto acquistato online si può entrare in anticipo alle 9:15.
In Nami Chidori di Hokusai, lo shunga si riduce a due corpi che occupano l’intera scena, con la mica che scintilla sullo sfondo; tutti e 12 i fogli sono esposti insieme. Accanto si trova il rotolo Chigo Sōshi del XIV secolo, proveniente da Daigo-ji e mai mostrato prima al pubblico. Vietato ai minori di 18 anni.
Nami Chidori di Hokusai, tutti e 12 i fogli
Due corpi riempiono ogni inquadratura, senza nulla intorno; il colore è applicato a mano sopra i contorni stampati e gli sfondi scintillano di mica.
Il rotolo Chigo Sōshi
Un rotolo illustrato dei primi anni del XIV secolo, con monaci e accoliti del tempio: testi e immagini in cinque capitoli, affiancati da una traduzione in giapponese moderno.
Il paravento con i ventagli di Genji
Una coppia di paraventi del periodo Muromachi, rivestiti di 54 scene a forma di ventaglio tratte da The Tale of Genji, di nuovo esposti dopo 27 anni.
La copia di Koshibagaki Sōshi di Tani Bunchō, 1828
Uno scandalo ambientato al santuario Nonomiya di Arashiyama: una sacerdotessa in procinto di recarsi a Ise ha una relazione con il guerriero incaricato di proteggerla.
Shunga di Tsukioka Settei
Compaiono cortigiani, samurai e abitanti delle città; le opere sono esposte al pubblico per la prima volta. Da osservare le fodere dei kimono, i capelli e le mani.
Se porti con te qualcuno che non ha ancora compiuto 18 anni: l’ingresso è riservato agli adulti e può essere richiesto un documento d’identità con foto.
Non è adatta alle famiglie: non è ammesso chi non ha ancora compiuto 18 anni e il personale può chiedere un documento d’identità con foto.
iSaga Arashiyama Museum of Arts & Culture
iKyoto Museum for World Peace, Ritsumeikan University
iMuseum "EKi" KYOTO