iArt Institute of Chicago · Grant Park / Loop
La prima presentazione all’aperto di Cokes a Chicago trasforma la Bluhm Family Terrace con un’installazione in due parti: un cartellone visibile da Millennium Park e un’insegna autoportante, entrambi accompagnati da musica.
Fermatevi a Millennium Park, alzate lo sguardo verso la Modern Wing: sulle finestre della terrazza si legge «Let yourself be free». La frase è tratta dalla registrazione del 1968 di «Think» di Aretha Franklin; fu proprio a Chicago, al Regal Theater di Bronzeville, nel 1964, che il DJ Pervis Spann la definì per la prima volta la Queen of Soul.
Al piano superiore, sulla Bluhm Family Terrace, al terzo livello della Modern Wing, si incontra la seconda parte dell’installazione: un’insegna autoportante con due frasi del teorico inglese Mark Fisher, «We don't have the freedom to be bored anymore» e «There's a set of forces that want us to be permanently anxious». Durante gli orari di apertura del museo, sulla terrazza si ascolta una colonna sonora scelta da Cokes per Chicago e per il tema della libertà. L’opera resterà all’aperto fino al 14 marzo: la libertà di annoiarsi arriva così insieme al vento che soffia dal lago.
È un intervento essenziale: due testi e una playlist. La parte sulla terrazza è accessibile con il biglietto del museo; il cartellone si può vedere gratuitamente dal parco.
Il cartellone sulle finestre della terrazza
Alzate lo sguardo da Millennium Park o dall’altro lato della strada per vedere le finestre della terrazza della Modern Wing comporre la frase «Let yourself be free», tratta da «Think» di Aretha Franklin.
L’insegna di Mark Fisher
Sulla terrazza, un’insegna autoportante accosta la frase di Fisher «We don't have the freedom to be bored anymore» a «There's a set of forces that want us to be permanently anxious».
La colonna sonora della terrazza
Sulla terrazza si ascoltano brani scelti da Cokes per evocare Chicago e il tema della libertà, ogni volta che il museo è aperto.
Cercate una galleria di oggetti: qui ci sono due insegne con testi e una colonna sonora su una terrazza all’aperto.
iChicago Architecture Center
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