iArt Institute of Chicago · Grant Park / Loop
Un dipinto composto da 21 pannelli, largo oltre 30 metri, accompagna i visitatori dalla solitudine notturna dell’infanzia dell’artista in Kashmir, attraverso la frenesia del mondo dell’arte occidentale, fino a un’alba fragile e nuova.
All’estrema sinistra, una figura solitaria con testa di tigre ulula alla luna sopra i monti Karakoram. È Shaw da ragazzo in Kashmir, scrive, e nei successivi trenta metri ricompare più volte: come una scimmia incatenata che assiste al crollo degli edifici e, verso la fine, nella capanna di un nomade, accanto al fuoco con il suo cane, Mr. C.
È un unico dipinto composto da 21 pannelli, esposto per la prima volta nella sua interezza nelle Galleries 141–142. Shaw traccia contorni dorati, li riempie con smalto per auto applicato con siringhe, lo lavora con una spina di porcospino e vi incastona cristalli. Da lontano si colgono i mari in tempesta e i palazzi che crollano; avvicinandosi, si scopre un babbuino su un ciliegio che strangola un cerbiatto.
Neil Steinberg del Sun-Times ha scelto di non pubblicare fotografie; secondo il curatore, nessuna foto riesce a restituire i dettagli. Il critico Chris Miller l’ha definito «ripugnante e affascinante allo stesso tempo». L’ingresso è compreso nel biglietto del museo; il giovedì il museo resta aperto fino alle 20 e la mostra chiude il 15 novembre.
L’ululato alla luna
Comincia dall’estrema sinistra: su una rupe sopra i monti Karakoram, una figura solitaria con testa d’animale ulula alla luna. È Shaw da ragazzo, in Kashmir.
L’uccello che lascia la sua gabbia dorata
Nel pannello successivo, una figura stilizzata apre una gabbia dorata e lascia volare l’uccello: Shaw indica questo momento come quello della rottura.
I serpenti ingioiellati e la mantide di cristallo
Nel terzo pannello, una figura legata è circondata da serpenti scintillanti di gioielli e smalto; uno ha due teste. Su narcisi è appollaiata una mantide religiosa incrostata di cristalli.
Shaw sotto il ciliegio
Quasi al centro, Shaw siede con sembianze del tutto umane sotto un ciliegio in fiore, con il cane in grembo; il suo stesso volto grida dalle creste delle onde.
La capanna del nomade
Verso la fine, in una radura nel bosco, Shaw siede accanto a un piccolo fuoco in una capanna rudimentale con il cane Mr. C; intorno a lui ci sono cervi e antilopi, e i recipienti sono vuoti.
Cerchi un’arte rasserenante: animali insanguinati, un cerbiatto strangolato e città che crollano ricorrono in tutta l’opera.
iChicago Architecture Center
iChicago Architecture Center
iChicago Architecture Center