iArt Institute of ChicagoGrant Park / Loop
La prima mostra personale di Jill Mulleady in un grande museo: circa 20 dipinti nella Gallery 289.
In The Dead Cat, un corpo macilento è accasciato su una scrivania appena abbozzata, come Marat nel dipinto di David, e l’opera è realizzata sul retro di una lastra di vetro. Dal lato della finestra, la luce del giorno la sbiadisce: per scoprire il gatto bisogna girarle intorno.
È la prima mostra personale di Jill Mulleady all’Art Institute: 16 dipinti alle pareti della Muriel Kallis Steinberg Newman Gallery, al secondo piano della Modern Wing, e due opere in vetro collocate al centro della sala. La maggior parte è dipinta a olio su velluto; secondo Michelle Grabner di Newcity, il colore risplende come quello di un Elvis di velluto. W Magazine riconduce le figure sdraiate a Venezia o Las Vegas a Grande Jatte di Seurat, esposto in questo museo.
La critica è divisa. Femme Art Review l’ha definita «un’artista sicura delle proprie scelte»; Harper Review ha intitolato la sua recensione «Passa oltre The Passenger». Grabner giudica «relativamente laboriosi» i pochi dipinti su lino: vale la pena soffermarsi su quelli in velluto. La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso al museo.
The Dead Cat
Fai il giro e osserva il gatto macilento e morto, con la testa e una zampa accasciate su una forma che richiama la scrivania del Marat di David.
Venezia o Las Vegas (Venice or Las Vegas)
Giovani oziano accanto ad acque scure, illuminate da una catasta di libri in fiamme; sull’altra sponda brilla una città scintillante, irraggiungibile in barca o attraverso un ponte.
Love Streams
Gena Rowlands e John Cassavetes si stringono su un viale rosso illuminato al neon, tra auto e passanti, in un dipinto che prende il nome dal loro film del 1984.
The Passenger
Il trittico che occupa un’intera parete: una donna e un uomo aiutano un anziano lungo un passaggio illuminato dalla luna, oltre un cumulo di volti deformati in smorfie e lampioni rossi.
Maldoror
Una figura in blu giace sul pavimento e sprigiona fiamme psichedeliche; piccoli scheletri danzano sul suo corpo, mentre una folla di clown dal volto bianco la sovrasta.
Cerchi immagini che si spieghino da sole: Mulleady lascia ogni scena aperta e irrisolta.
iChicago Architecture Center
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