iArt Institute of Chicago · Grant Park / Loop
Questa mostra si è conclusa.
Sessantacinque artisti provenienti da oltre 23 paesi raccontano come l’astrazione sia emersa, tra il 1940 e il 1970, come un potente linguaggio visivo, in un periodo di sconvolgimenti e trasformazioni globali.
Sito del museoDeborah Remington strofinò sulla mussola la fuliggine del proprio camino per ottenere il nero profondo e vellutato di Soot Series #1, con un unico simbolo sospeso al centro. Accanto all’opera si trovano due suoi quaderni di schizzi, preparatori per la serie.
Quasi tutte le opere qui esposte sono su carta: circa 67 lavori di 65 artisti provenienti da oltre 23 paesi, tutti dalla collezione del museo e metà dei quali presentati al pubblico per la prima volta. Pollock, Rothko e Kusama condividono le Galleries 124–127 con Gego, Nasreen Mohamedi e Rasheed Araeen. Si passa davanti al foglio lacerato e perforato di Lucio Fontana, sovrapposto a un foglio di alluminio, alla tavola di Otto Piene annerita dalla combustione di un solvente e a un disegno a pennello di Ellsworth Kelly, tagliato in venti quadrati e ricomposto secondo il caso.
Aspettatevi fogli di piccolo formato, non grandi tele. Le quattro gallerie si trovano al primo piano dell’edificio su Michigan Avenue e la mostra chiude il 19 ottobre: resta quindi circa una settimana.
Soot Series #1 di Remington
Nella Gallery 127B, cercate la fuliggine di un camino strofinata sulla mussola: un campo nero vellutato attorno a un simbolo sospeso, con i due quaderni di schizzi che Remington realizzò per la serie lì accanto.
Fire Painting di Otto Piene
Nella Gallery 127A, una sottile tavola rossa che Piene cosparse di solvente e poi incendiò nel 1967, lasciando i segni neri delle bruciature nei punti raggiunti dal fuoco.
L’attraversamento notturno di Jacqueline Lamba
Il disegno del 1943, nella Gallery 125, raffigura il cielo notturno visto durante la sua fuga dalla Francia in barca, nel 1941: in alto a destra, un sole sopra l’acqua; forme organiche punteggiate di tratti simili a capelli si avvolgono nel grafite.
Sei monotipi di Mira Schendel
Nella Gallery 127B, fogli di carta giapponese che Schendel posò sul vetro inchiostrato e incise con un dito o un’unghia: ogni linea è il risultato di un unico gesto di pressione.
Study for Cité di Ellsworth Kelly
Nella Gallery 124B, un disegno a pennello e inchiostro tagliato in venti quadrati e ricomposto in un ordine dettato dal caso, tenuto insieme con nastro adesivo di carta marrone.
Cercate grandi tele: qui quasi tutto è costituito da disegni, stampe o collage su carta.
iChicago Architecture Center
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