iArt Institute of ChicagoGrant Park / Loop
La prima mostra dedicata alle opere su carta dell’artista colombiana Beatriz González: oltre 80 lavori realizzati nell’arco di sei decenni, molti dei quali esposti al pubblico per la prima volta.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Nel 1965 González vide sul giornale la fotografia di una coppia morta suicida. A colpirla fu la cattiva qualità della stampa: l’immagine era stata ripresa da un altro giornale e le distorsioni erano evidenti. Dipinse una sua versione, The Suicides of Sisga, e la mostra comincia da lì, con lo stile «deliberatamente maldestro» che, secondo il museo, infranse le regole delle belle arti colombiane.
È la prima retrospettiva dei suoi disegni e delle sue stampe: oltre 80 opere realizzate nell’arco di sei decenni, tra schizzi, quaderni di disegno, oggetti e materiali d’archivio, alcuni esposti al pubblico per la prima volta. Il percorso segue il suo lavoro attraverso la storia dell’arte rielaborata, le pagine di cronaca nera e la cultura popolare, per arrivare, dalla metà degli anni Ottanta, a presidenti, generali e alle vittime spesso anonime della violenza politica e delle catastrofi climatiche. Il titolo riprende il vecchio slogan promozionale spagnolo di un fumetto diventato una serie televisiva a colori: «Ora in serie e a colori!»
La mostra affronta temi duri, tra cui il suicidio e la violenza politica. Si tiene nelle Galleries 124 to 127 ed è compresa nel biglietto d’ingresso al museo.
Tutto comincia da una fotografia di giornale stampata male, che González copiò nel 1965, distorsioni comprese. Oltre 80 disegni e stampe seguono il suo percorso dalle pagine di cronaca nera ai presidenti e alle vittime della violenza politica in Colombia. I temi sono duri.
The Suicides of Sisga I (1965)
Cerca l’opera che apre la mostra: il ritratto di una coppia, dipinto a partire da una fotografia di giornale ristampata, conserva le sbavature e le distorsioni che avevano colpito González.
iChicago Architecture Center
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