iPrater GaleriePrenzlauer Berg
La mostra che inaugura la riapertura della Prater Galerie: otto artiste, con opere della collezione dell’epoca della RDT di Jetelová, Vent e Schulze Eldowy accostate a lavori di artiste contemporanee dell’Europa orientale.
In The Continuation of Endgame (1996) di Magdalena Jetelová, una coppia balla in salotto, accanto a una cucina componibile, mentre gli altri restano seduti a guardare. L’opera proviene dalla collezione del Centre for Art Exhibitions della RDT, il cui staff era solito selezionare e acquistare lavori in questa galleria; quegli acquisti lasciarono le artiste sottorappresentate.
La mostra di riapertura ribalta questa situazione: tutte e otto le artiste sono donne. Jetelová, Eva Vent e Gundula Schulze Eldowy, presenti in quella vecchia collezione oggi conservata dall’ifa, sono esposte accanto a contemporanee dell’Europa orientale. Lesia Pcholka ha partecipato alle proteste in Bielorussia, ha scontato una pena detentiva e ora vive in esilio a Berlino. Luise Schröder lavora a partire da anni di ricerche sui gruppi femministi della Germania orientale.
Si può entrare direttamente da Kastanienallee, senza biglietto: l’ingresso è gratuito e l’intera mostra si trova al piano terra. È aperta da mercoledì a lunedì, dalle 12:00 alle 20:00. Le curatrici conducono visite guidate gratuite l’11 novembre e il 16 dicembre alle 18:00; non occorre prenotare.
Dopo anni di ristrutturazione, la Prater Galerie riapre in Kastanienallee con otto artiste: opere del periodo della DDR di Magdalena Jetelová, Eva Vent e Gundula Schulze Eldowy accanto a lavori di artiste contemporanee dell’Europa orientale.
Magdalena Jetelová, The Continuation of Endgame (1996)
Una grande scena in bianco e nero dalla collezione dell’ifa: una coppia balla in salotto, accanto a una cucina componibile, mentre alcune persone sedute osservano nell’ombra.
Luise Schröder, Sie hatte sich angewöhnt, keine Angst zu haben (2026)
Alzate lo sguardo: dal soffitto pendono stendardi di tessuto stampato blu, con il volto di una donna e una mano serrata a pugno, accompagnati dalle parole «Wir sind» e «traurig, aber».
L’ingresso è gratuito per tutte le età e l’intera mostra si trova al piano terra, senza gradini: si accede dall’ingresso laterale presso il cancello del Pratergarten.