iH'ART Museum · Amstel / Plantage
Il collettivo congolese CATPC presenta 30 sculture fuse in cacao, olio di palma e zucchero, insieme a ricami su sacchi di cacao. Le opere finanziano il riacquisto di terreni di piantagioni ormai esausti.
Un alto missionario e un piccolo lavoratore di piantagione reggono insieme una Bibbia aperta; i loro medi si sfiorano quasi. Ced'art Tamasala ha realizzato l’opera pensando a suo nonno e, come le altre 29 sculture qui esposte, l’ha fatta fondere in cacao, olio di palma e zucchero.
CATPC è un collettivo di lavoratori delle piantagioni di Lusanga, cittadina congolese sorta attorno a una piantagione un tempo appartenuta a Unilever. Ogni opera nasce dall’argilla ricavata dal terreno esausto della piantagione, poi viene scansionata in 3D e fusa. Si percorrono le sculture numerate di 23 artisti nella sala principale, passando davanti a una lunga parete di volti cuciti su sacchi di cacao; nelle sale laterali vengono proiettati film. Al centro si trova un kinzonzi, un tavolo congolese per le riunioni, dove chi visita il laboratorio modella figure d’argilla. Le vendite hanno permesso di riacquistare 395 ettari di terreni di piantagione.
Art's Talk l’ha definita «un passo straordinario verso un futuro per cui vale la pena lottare». Tre sculture sulla violenza sessuale sono collocate dietro uno schermo, così si può scegliere se guardarle. L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni; è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 e chiude l’8 novembre.
Trenta sculture del collettivo congolese CATPC, realizzate in cacao, olio di palma e zucchero, oltre a ricami su sacchi di cacao. Il progetto finanzia il riacquisto di terreni esausti delle piantagioni.
Come mio nonno è sopravvissuto, di Ced'art Tamasala (How My Grandfather Survived, by Ced'art Tamasala)
Un alto missionario e un piccolo lavoratore di piantagione reggono insieme una Bibbia aperta; i loro medi si sfiorano quasi.
Una coppia alla pari, di Mbuku Kimpala (2021) (Couple of Equality, by Mbuku Kimpala (2021))
Cerca la figura alata con due teste: una coppia di partner alla pari, esposta anche alla Biennale di Venezia.
Una persona è ciò che è la testa, di Matthieu Kasiama (2015) (A Person is What the Head Is, by Matthieu Kasiama (2015))
L’autoritratto dell’artista come pensatore e creatore, realizzato da un ex lavoratore di piantagione le cui vendite d’arte hanno pagato l’intervento chirurgico della moglie.
La parete dei ricami (The embroidery wall)
Volti ricamati a mano di combattenti della resistenza e lavoratori delle piantagioni di Haiti, Suriname, Indonesia, Ghana e Congo si snodano lungo una parete rivestita di sacchi di cacao in tela grezza.
Il kinzonzi (The kinzonzi)
Al centro si trova un tavolo congolese per le riunioni, sotto un murale che rappresenta l’economia globale; piedistalli vuoti attendono le sculture d’argilla dei visitatori.
Cerchi una visita leggera: diverse opere affrontano la violenza coloniale, compresa quella sessuale.
Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. Tre sculture sulla violenza sessuale sono collocate dietro uno schermo, così puoi accompagnare i bambini più piccoli oltrepassandole.
iJoods Museum (Jewish Museum, Jewish Cultural Quarter)
Amsterdam Museum
iMuseum Willet-Holthuysen