Amsterdam Museum · Grachtengordel
Questa mostra si è conclusa.
Mostra gratuita all’aperto con 16 ritratti e interviste a molucchesi di Amsterdam, per commemorare i 75 anni dal loro arrivo e quattro secoli di legami con le Molucche.
Sito del museoSu una delle alte colonne alla Kop van Java, Chané è ritratta con la zia e la cugina. «È una sensazione strana, ma sono anche molto orgogliosa», ha raccontato ad AT5. Il luogo ha un significato particolare: 75 anni fa, le navi De Grote Beer e Asturias attraccarono alla Javakade e sbarcarono circa 1.900 soldati molucchesi del KNIL e le loro famiglie.
Eva van Kesteren, lei stessa olandese-molucchese, ha realizzato 16 ritratti di 31 molucchesi di Amsterdam, ciascuno fotografato nel proprio quartiere, davanti a casa o presso la propria chiesa. I soggetti hanno dai 10 ai 95 anni. La serie ruota attorno alla «wijk», il nome dato dalle famiglie molucche agli alloggi in cui furono sistemate dopo il 1951: così si attraversa una nuova wijk, composta di ritratti. Le interviste di Huib Akihary risalgono ancora più indietro nel tempo: nel 1909 il nonno di Esther Apituley ottenne ad Amsterdam l’abilitazione alla professione medica.
La mostra è gratuita e all’aperto, nell’area destinata al futuro National Slavery Museum, fino al 21 ottobre. Le interviste integrali sono sul sito dell’Amsterdam Museum.
La colonna di Chané
Cerca l’alta colonna su cui compare Chané con la zia e la cugina, uno dei gruppi familiari della serie.
Il ritratto della famiglia Apituley
Il ritratto di famiglia di Van Kesteren accompagna il racconto di Esther Apituley: suo nonno ottenne ad Amsterdam l’abilitazione alla professione medica nel 1909, e suo padre divenne oculista ad Amsterdam-Noord.
Vanessa «Nessie» Wattimena
È cresciuta in una wijk molucchese; nella sua intervista racconta come la sua attività, NESSIE, mantenga vive ad Amsterdam le ricette e le tradizioni molucche.
Vuoi ripararti dalla pioggia: i ritratti sono esposti all’aperto, sulla banchina.
iMuseum Willet-Holthuysen
iH'ART Museum
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