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Come il teatro olandese ha normalizzato il blackface: dai «Mori» medievali e dagli spettacoli di minstrel degli anni Quaranta dell’Ottocento fino a Zwarte Piet. Un racconto attraverso la collezione teatrale, con opere di Kara Walker e Brian Elstak.
Anteprima: scritta prima dell'apertura della mostra
Gli sketch show di The Black and White Minstrel andarono in onda sulla televisione olandese fino al 1972. Accanto a loro, il museo presenta i film di Henk van der Linden su Sjors en Sjimmie, Dushi di Wendy van Dijk e Zwarte Piet: interpreti bianchi truccati che recitano la parte di personaggi neri. Il percorso risale alle prime rappresentazioni di minstrel nei Paesi Bassi, nel 1847, e ancora più indietro, ai «Mori» medievali delle opere teatrali e degli spettacoli di strada.
La maggior parte della mostra è costituita da manifesti, costumi, fotografie e film provenienti dalla collezione teatrale dell’Allard Pierson, affiancati da prestiti di The Black Archives e da opere di Kara Walker e Brian Elstak. Si parla anche delle esposizioni nei «zoo umani» e degli artisti neri che, dagli anni Ottanta, si sono conquistati un posto sui palcoscenici olandesi, fino al giovane collettivo The Need for Legacy. L’allestimento di René Wissink crea linee di visuale indirette, lasciando a ciascuno la scelta di quando guardare le immagini, i testi e i filmati offensivi.
Il museo dichiara apertamente che la mostra contiene materiali razzisti, compreso il blackface. Il biglietto ordinario del museo costa 15,50 €; l’ingresso è gratuito con la Museumkaart.
Dai «Mori» medievali agli spettacoli minstrel degli anni Quaranta dell’Ottocento fino a Zwarte Piet, la collezione teatrale dell’Allard Pierson mostra come il blackface sia diventato una prassi normale sui palcoscenici olandesi. Le opere di Kara Walker e Brian Elstak rispondono a questa tradizione.
Il museo avverte che la mostra contiene immagini, testi e filmati offensivi e razzisti, compreso il blackface. Il programma scolastico è rivolto agli studenti delle scuole secondarie e dell’MBO e prevede una visita-conversazione guidata di 90 minuti.