iOnsite Gallery (OCAD University) · Entertainment District, Downtown
Una retrospettiva sulla carriera dell’orafo e scultore inuk Michael Massie: teiere iconiche, opere mai esposte e nuove installazioni di grande formato, ricche di gioia e umorismo.
Nel 1992 un’opera di Michael Massie fu pubblicata su Inuit Art Quarterly e diede avvio a una polemica durata diversi anni: ci si chiedeva se fosse «vera» arte inuit. L’anno precedente Massie aveva cominciato a realizzare teiere in omaggio alla nonna; da allora ne ha create più di cento, senza mai ripetere un modello.
La visita comincia con un’ampia selezione di quelle teiere, alcune disposte come pezzi su una scacchiera. Seguono i disegni del 2024, realizzati quando un infortunio da sovraccarico gli rendeva difficile lavorare l’argento, tra cui uno intitolato 17 tea pots, not made… yet. Chiudono il percorso le sculture del 2025, realizzate con nuovi materiali e dedicate alla scarsità di cibo nel Nord e alle donne e ragazze indigene scomparse e assassinate.
Non ci sono ancora recensioni: vale la pena venire per le opere in sé, se vi interessano l’arte inuit o la raffinata lavorazione dei metalli. L’ingresso è gratuito e il mercoledì Onsite resta aperto fino alle 19. Il 28 ottobre, dalle 17 alle 18:30, Massie dialoga in galleria con la curatrice Alysa Procida (gratuito, prenotazione anticipata).
1771, il set di scacchi
Cercate una scacchiera di legno di sangue e betulla ondulata, di circa 84 cm per lato: le teiere di Massie fungono da pezzi e rievocano i contatti tra gli Inuit e i missionari moravi.
Arte «pop» sospesa
Un pannello ovale composto da lattine di Pepsi tagliate, bordato di rame e intrecciato con uno spago a una cornice di grezzi pali di legno: un commento sulla scarsità di cibo nel Nord.
17 teiere, non ancora realizzate
Un’opera su carta del 2024 che raccoglie studi per nuove teiere fantastiche, ancora inesistenti.
Insieme, il lavoro pesa meno
Una nuova opera che smonta un trapano ad arco e dispone i suoi componenti accanto a immagini fondamentali della carriera di Massie.