In mostra: Toronto
Jeanne Randolph con John Monteith, Fabulous Neoconstantinopolitanism

The Joan and Martin Goldfarb Gallery of York University (formerly AGYU) · York University Keele Campus, North York

Jeanne Randolph with John Monteith, Fabulous Neoconstantinopolitanism

In corso11 settembre 2026 – 6 marzo 2027·Ingresso gratuito

La reclusa La Betty di Randolph, allestita insieme a opere di Vasarely, Albers e Motherwell provenienti dalla collezione di York e a un tappeto di John Monteith. Visible Vault; apertura completa il mercoledì e il sabato.

Sito della mostra

La Betty ha lasciato la stanza, ma qui ci sono ancora il suo scialle e le sue scarpe rosse abbandonate. È la reclusa immaginaria di Jeanne Randolph: una donna mantenuta da un fondo fiduciario, che vive chiusa in casa in un appartamento di Vancouver affacciato su English Bay e compra solo ciò che ha il patrocinio di una celebrità e un prezzo da capogiro. «Probabilmente è corretto dire che il consumismo ha preso il posto della sua follia», scrive Randolph.

La stanza è allestita come la sua «collezione», proveniente dalla collezione di York University. Gli studi sul colore di Josef Albers, risalenti ai primi anni Settanta, corrono lungo il margine superiore; al centro si trova Open, dipinto del 1970 di Robert Motherwell, affiancato da quattro stampe di Victor Vasarely, disposte a griglia secondo un allestimento da salone. La si osserva passando sul tappeto annodato a mano da John Monteith, posato sul pavimento come un palcoscenico. Se la logica consumistica di La Betty dovesse contagiarti, Yorkdale è a poche fermate sulla Linea 1.

L’ingresso è gratuito. Puoi vedere tutto dal corridoio, da martedì a sabato, dalle 12 alle 17; lo Study Centre, però, è aperto solo il mercoledì e il sabato, oppure su appuntamento. Il saggio curatoriale online spiega la battuta bizantina del titolo.

Da non perdere

  • Lo scialle e le scarpe rosse di La Betty

    Le uniche tracce della reclusa immaginata da Randolph nella stanza: uno scialle e un paio di scarpe rosse lasciati lì, come se fosse appena uscita.

  • Il tappeto di John Monteith, Grands Ensembles #1.1

    Un tappeto astratto tinto, annodato e intagliato a mano, posato a terra davanti alla parete. Il motivo prende forma a partire da disegni di spazi architettonici.

  • I quadrati di Albers

    Gli studi sul colore di Josef Albers dei primi anni Settanta corrono lungo il margine superiore della griglia; ognuno presenta il suo motivo di quadrati concentrici.

  • Open di Motherwell tra le opere di Vasarely

    Open, dipinto del 1970 di Robert Motherwell, è appeso al centro della griglia, affiancato su ciascun lato da due stampe di Victor Vasarely degli anni Sessanta.

Ideale per

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