iManly Art Gallery & MuseumManly
Kate Bohunnis, Anne Ferran, Maddison Gibbs ed Ebony Russell esplorano la femminilità, l’eredità e il rapporto con i luoghi, prendendo le mosse dalla denominazione coloniale di Manly.
Maddison Gibbs ha realizzato una rete da pesca: riconoscerete il materiale con cui l’ha fatta, i piccoli pesciolini di plastica per la salsa di soia che accompagnano il sushi da asporto. In un nuovo autoritratto la indossa come un mantello, tenendo in braccio il suo bambino; il mantello è esposto accanto alle stampe. La sua dichiarazione si conclude chiedendosi se Manly non dovrebbe essere ribattezzata «Matriarchy».
È da qui che prende le mosse la mostra. Nel 1788 il governatore Arthur Phillip diede il nome alla baia in omaggio al «comportamento virile» degli uomini aborigeni che vi aveva incontrato, ma scrisse ben poco delle donne che pescavano nel porto. Quattro artiste gli rispondono. Kate Bohunnis appende forme di plastica gonfiate a una catena d’acciaio. Anne Ferran presenta tre tele, alte 2,5 metri ciascuna, con una ballerina finlandese sulla sessantina avvolta nel feltro. Ebony Russell modella la porcellana a strati, come glassa, creando corone, grotte e castelli.
Ingresso gratuito, da martedì a domenica, dalle 10 alle 17, a quattro minuti a piedi da Manly Wharf. A novembre, il venerdì, Russell tiene laboratori di ceramica ornamentale; per partecipare, prenotate tramite la galleria.
Matriarca di Manly, Maddison Gibbs (Manly Matriarch, Maddison Gibbs)
Tre nuove stampe dell’artista con in braccio il suo bambino, avvolta in un mantello fatto di pesciolini di plastica per la salsa di soia; il mantello è esposto accanto alle stampe.
Il corpo come macchina, Kate Bohunnis (Body as Machine, Kate Bohunnis)
Forme imbottite di plastica, carnose e bordate da una catena argentata, sono appese l’una all’altra; le fibre al loro interno sfumano dal bianco al nero.
Bianco contro rosso, Anne Ferran (White Against Red, Anne Ferran)
Cercate la ballerina Ervi Sirén, avvolta in lunghi teli di feltro: gli scatti sono stati realizzati su un’isola di Helsinki dove, dopo la guerra civile finlandese del 1918, furono detenuti dei prigionieri.
Le corone di Ebony Russell
Corone di porcellana decorate a colate, come glassa per torte, e rifinite con lustro dorato; quelle Cold Heart e Ice Queen sono impreziosite da cristalli Swarovski.
Regno di specchi, Ebony Russell (Mirrored Kingdom, Ebony Russell)
Un insieme fiabesco di nove pezzi in porcellana, che comprende un pergolato del Principe Ranocchio, uno Swan Eternity e un piedistallo Princess Puppy.