iMuseum of the African Diaspora (MoAD) · Yerba Buena / SoMa, San Francisco
PJ Anderson, Jacqueline Bishop e Sharon Norwood esplorano come l’identità giamaicana venga tramandata e reinventata attraverso l’ornamento e la ceramica nella diaspora.
I piatti in finissima porcellana bianca hanno un forte valore simbolico nelle case caraibiche; secondo Jacqueline Bishop, però, nascondevano la violenta eredità della schiavitù e del colonialismo. Sui grandi piatti da portata che ha realizzato su commissione, tra cui quelli della serie Song of the Banana Man, accosta con la tecnica del collage il lavoratore giamaicano delle piantagioni di banane e la venditrice al mercato proprio su quel tipo di superficie.
Al terzo piano, Bishop espone insieme ad altre due artiste di origine giamaicana. Sharon Norwood traccia sulla porcellana vintage la sua linea riccioluta, che richiama i capelli afro e il corpo nero. PJ Anderson, originaria del Manitoba, avvolge l’argilla e intreccia fibre, creando forme brunite e cotte con affumicatura. Si vedono piatti e recipienti; il museo li presenta come archivi, in cui ogni motivo conserva una traccia. Una mostra parallela è in corso al Gardiner Museum di Toronto.
Non sono ancora state pubblicate recensioni: queste informazioni provengono dal museo. Il biglietto costa 15 dollari (7 per anziani, studenti e docenti; ingresso gratuito per i minori di 12 anni). Il giovedì il museo resta aperto fino alle 20 e il secondo sabato di ogni mese l’ingresso è gratuito.
I piatti da portata Song of the Banana Man di Bishop
Cerca il lavoratore delle piantagioni di banane, realizzato a collage con tecniche miste su grandi piatti da portata in ceramica decorata: proprio il tipo di superficie che un tempo serviva a escluderlo.
Way out of No Way di Bishop
Un piatto da portata realizzato su commissione, che mette al centro della decorazione la venditrice giamaicana del mercato, anziché relegarla ai margini.
La linea riccioluta di Norwood sulla porcellana vintage
Cerca la sua linea sinuosa, riferimento ai capelli afro, tracciata sui vecchi motivi della porcellana.
Password (2022) di PJ Anderson
Terracotta modellata a spirale insieme a carta, corda di canapa, perline, filo metallico, lana e vernice cromata: argilla e fibre si fondono in un’unica forma.
I minori di 12 anni entrano gratis; il secondo sabato di ogni mese l’ingresso è gratuito per tutti.