iMUDEC Museo delle Culture · Tortona / Porta Genova
Circa 100 opere raccontano come l’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese abbia trasformato Henri Matisse, affiancate da oggetti e tessuti della sua collezione personale.
Dopo aver visto le icone medievali a Mosca nel 1911, Matisse disse di aver trascorso dieci anni alla ricerca di qualcosa che i pittori russi avevano già trovato nel XIV secolo. Questa mostra prende sul serio le sue parole: circa 100 dipinti, disegni e sculture sono esposti accanto agli oggetti che gli insegnarono a guardare.
Otto sezioni conducono dalla scultura africana e dalle icone russe ai tappeti islamici, alla lacca cinese e al viaggio a Tahiti del 1930, per concludersi con i progetti per la cappella di Vence. Si passa accanto a tessuti Kuba del Congo, a un tapa di Wallis e Futuna e a un pannello cinese in legno laccato nero: oggetti che lo circondavano mentre lavorava e che usava come modelli. Le opere in prestito provengono da Philadelphia, MoMA, l’Orangerie e Orsay.
Vale la pena andarci per gli accostamenti, più che per una carrellata dei maggiori successi: i curatori li usano per riaprire la discussione su primitivismo e orientalismo. I biglietti costano 16 € (14 € ridotto, ingresso gratuito sotto i 6 anni) e si acquistano su Vivaticket, con data fissa o aperta. Il giovedì la mostra è aperta fino alle 22:30, il lunedì apre alle 14:30; l’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura.
La scultura in bronzo del 1909 di Matisse, La Serpentine, è esposta accanto alle figure regali dei Bamana del Mali, dalle quali riprende l’anatomia. Il resto della mostra accosta circa 100 opere ai tessuti Kuba, alla tapa e alla lacca cinese provenienti dal suo studio. Non è una retrospettiva dei suoi maggiori successi.
La Serpentine e la coppia regale Bamana
Cerca il nudo in bronzo del 1909 di Matisse, proveniente dal Musée d’Orsay, esposto accanto a una coppia di sculture regali Bamana del Mali: la fonte africana a cui si ispira l’anatomia della figura.
Gli oggetti dello studio
Cerca i tessuti Kuba del Congo, il telo tapa di Wallis e Futuna e il grande pannello cinese in legno laccato nero che Matisse teneva intorno a sé e fotografava come modello.
Il dittico Océanie
Cerca i due pannelli monumentali, Océanie, le ciel e Océanie, la mer, in cui il ricordo del viaggio a Tahiti del 1930 si trasforma in uccelli, piante marine e forme di laguna.
Femme à la gandoura bleue
Cerca l’ultimo dipinto di Matisse: una donna con una veste blu nordafricana, in prestito dal Musée Matisse di Le Cateau-Cambrésis, città natale dell’artista.
Le fotografie del Marocco scattate da Matisse
Cerca le fotografie d’epoca, comprese quelle scattate da Matisse stesso in Marocco e mai pubblicate prima.
Cerchi una retrospettiva interamente dedicata a Matisse: gran parte della mostra è incentrata su oggetti africani, islamici, cinesi e del Pacifico.
iArmani/Silos
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