iCastello Sforzesco · Centro Storico
Capolavori dalla raccolta di oltre 30.000 opere su carta del Gabinetto dei Disegni, da Leonardo e Tiepolo fino a Boccioni e Keith Haring, nelle Salette della Grafica.
Il conte Gian Giacomo Attendolo Bolognini voleva possedere opere di Leonardo, Raffaello e Michelangelo. Il Leonardo che acquistò, una testa di Leda avvolta in un intreccio di trecce, è autentico. I suoi Raffaello e Michelangelo si rivelarono invece copie, seppure antiche, realizzate nel Cinquecento.
È questa l’idea alla base dell’intera mostra: poco più di 60 disegni nelle Salette della Grafica, suddivisi in 15 sezioni, una per ciascun collezionista che donò i propri fogli a Milano. I curatori hanno accostato le opere più richieste a quelle mai esposte prima. Si viene per Leonardo e si trova anche Keith Haring: uno schizzo a pennarello lasciato nell’album degli ospiti del ristorante La Scaletta, il cui proprietario metteva i pennarelli a disposizione dei clienti. I vostri scarabocchi sulla tovaglia di carta finivano insieme alle briciole.
Venite per scoprire la storia di chi ha costruito la collezione di una città, più che per ammirare opere finite: molti fogli sono studi preparatori. L’ingresso è gratuito, da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 17:00; la mostra è stata prorogata fino all’8 novembre.
Una selezione di opere su carta, scelte tra le oltre 30.000 del Gabinetto dei Disegni, nelle Salette della Grafica. Da Leonardo e Tiepolo a Boccioni e Keith Haring: una lista di ospiti che nessuna cena milanese potrebbe riunire.
Studio di Leonardo per la testa di Leda
Cercate la testa di una donna sotto un elaborato intreccio di trecce, tracciato a gessetto rosso e nero: potrebbe essere stato realizzato per un dipinto di Leda andato a fuoco a Fontainebleau.
La sala da pranzo dei Guasconi
L’interno a matita e acquerello di Carlo Ferrario si rivelò raffigurare proprio la sala da pranzo del collezionista Antonio Guasconi. I curatori hanno riconosciuto nel dipinto sopra la porta e in un mobile elementi corrispondenti a opere ancora conservate nel castello.
Cavallo + cavaliere + case di Boccioni
Un cavallo, un cavaliere e alcune case, disegnati nel 1914 con diverse tonalità di acquerello blu e il bianco della carta lasciato emergere.
La parete di Disertori
Un’unica grande cornice raccoglie una trentina di piccoli schizzi, dai nudi accademici alle vedute di San Gimignano, appesi fitti per evocare il laboratorio di un incisore.
Gli album de La Scaletta
Pagine degli album degli ospiti di un ristorante milanese: uno schizzo a pennarello di Keith Haring e disegni lasciati da Pierre Restany e Missoni.
Cercate dipinti finiti: qui ci sono opere su carta, molte delle quali sono studi preparatori.