In mostra: Copenhagen
Installation view of Fire & Ice at Copenhagen Contemporary

Copenhagen Contemporary · Refshaleøen

Fuoco e ghiaccio: appartenere e diventare in Kalaallit Nunaat (Groenlandia) (Fire & Ice: On Belonging and Becoming in Kalaallit Nunaat (Greenland))

In corso11 settembre 2026 – 31 dicembre 2026·140 kr

Otto artisti contemporanei legati alla Groenlandia, tra cui Jessie Kleemann e Inuk Silis Høegh, esplorano l’identità, il patrimonio culturale e il senso di appartenenza attraverso nuove commissioni e opere già consolidate.

In una sala bianca e illuminata a giorno, 43.000 perline rosse scorrono da una scatola rossa come sangue. Lisbeth Karline Poulsen ne ha realizzata una per ciascun bambino che, secondo le stime, non è mai nato a causa della campagna della spirale promossa dallo Stato danese in Groenlandia.

Otto artisti legati a Kalaallit Nunaat occupano i capannoni dei cantieri navali di CC, molti con opere inedite realizzate su scala XL. Si passa accanto a un frigorifero pieno di bottiglie di Faxe Kondi, poi si incontra la città di Maniitsoq di Emilia Sølvsten – chiamata Sukkertoppen in danese – costruita con diverse migliaia di pani di zucchero. Kunstkritikk ha giudicato la mostra coerente nonostante il concept ampio, ma ha sollevato dubbi sull’allestimento: le figure di mitaarneq di Martin Brandt Hansen sono esposte in enormi teche che i testi alle pareti non menzionano mai.

Lo stesso critico ha definito il video sul kayak di Jessie Kleemann la sua opera migliore al di fuori della performance dal vivo, «che vale da sola l’intera mostra». L’ingresso è compreso nel biglietto di CC, acquistabile alla biglietteria a 140 DKK; non serve prenotare. Il giovedì la sede resta aperta fino alle 21:00. CC è chiuso il 31 dicembre, ultimo giorno della mostra: l’ultima occasione per visitarla è quindi il 30 dicembre.

Scelto dalla redazione

Otto artisti legati alla Groenlandia, tra cui Jessie Kleemann e Inuk Silis Høegh, riflettono su identità, eredità e senso di appartenenza attraverso nuove commissioni e opere già esistenti, negli ex capannoni del cantiere navale di Refshaleøen.

Da non perdere

  • Il film sul kayak di Jessie Kleemann

    Su un grande schermo, Kleemann trascina un kayak di stoffa floscio su una spiaggia di sabbia bianca, mentre la sua voce racconta di nuovo un mito groenlandese sul kayak, accompagnata da suoni elettronici.

  • The Unborn, di Lisbeth Karline Poulsen

    In una sala spoglia e bianca, cerca le 43.000 perline rosse – una per ogni bambino mai nato dopo la campagna della spirale – che scorrono da una scatola rossa come sangue.

  • Le teche con le figure di mitaarneq

    Nell’ultima sala, figure a grandezza naturale esposte in enormi teche di vetro indossano pantaloni di pelle di foca e stivali kamik, accanto a maschere da lotta e parrucche da clown, richiamando la tradizione groenlandese del travestimento mitaarneq.

  • Maniitsoq di zucchero

    Emilia Sølvsten ricostruisce la città della Groenlandia occidentale che i danesi chiamavano Sukkertoppen, trasformandola in un paesaggio composto da diverse migliaia di pani di zucchero modellati.

  • Il film verde di Inuk Silis Høegh

    La telecamera si muove lentamente sulle acque e le montagne della Groenlandia; l’intero paesaggio è tinto di un verde scuro, che un recensore ha interpretato come un richiamo alla radioattività e all’attività mineraria.

Ideale per

  • Visite serali
  • Per appassionati
  • Ospiti da fuori

Con i bambini

I bambini dai 3 ai 17 anni pagano 25 DKK; l’ingresso è gratuito per i minori di 3 anni. I minori di 12 anni devono essere accompagnati da un adulto. Alcune opere affrontano la contraccezione imposta e la perdita legata al colonialismo.

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Photo: David Stjernholm / Copenhagen Contemporary